M.I.C.E. e dintorni

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Screenshot 2015-07-03 11.53.52Come il gol del portiere a biliardino, le buone pratiche del turismo riescono sempre a sorprendermi.
E forse Francesco Morandi, l’Assessore al Turismo, ha un po’ di ragione: dobbiamo cercare di parlare anche dei molti comportamenti virtuosi, degli aspetti positivi del cambiamento, delle best practices.
Come la bella esperienza della neo-costituita Rete di Imprese M.I.C.E. (Meeting, Incentive, Congress, Events).
Cosa sia una rete di imprese, è oramai abbastanza noto: una nuova forma di aggregazione di imprese, abbastanza flessibile per affrontare insieme progetti specifici e sufficientemente aperta e snella da muoversi velocemente per conseguire obiettivi specifici provando a minimizzare i costi .

E’ stata costituita da pochi mesi mettendo insieme 25 operatori dell’offerta per cercare di intercettare insieme flussi turistici che sinora hanno solo sfiorato la Sardegna.
Il mercato del Mice è potenzialmente molto consistente e da tutte le analisi effettuate potrebbe garantire ritorni economici significativi, soprattutto nei mesi di spalla, quando il clima pone l’isola al centro dell’attenzione non solo del continente italiano ma anche dell’Europa.
Le aziende coinvolte sono 25 e vanno dal grande operatore alberghiero, sino al tour operator, passando per la società di servizi sino ad arrivare all’aeroporto di Olbia.
Anche la distribuzione geografica appare equilibrata, nord e sud sono ben rappresentate, per offrire alle aziende clienti pacchetti personalizzabili a piacere e poter costruire eventi non banali.

Mice è una scommessa importante anche per sfatare il mito che non sia facile fare network in Sardegna. Troppe le paure di svelare segreti industriali, enormi le diffidenze, preoccupante la mancanza di consuetudine nel lavoro di squadra, si diceva.
Invece, grazie a due professionisti del settore, Nicola Pala con esperienza ventennale nel settore degli eventi e del marketing delle destinazioni in ambito nazionale ed Emanuele Cabras esperto in progetti e fondi europei e partnership internazionali, la rete di imprese é nata con i migliori auspici, é viva e – udite udite – dispone persino di un piano triennale di azione.
Quasi banale, si ma non in Sardegna. Qui la pianificazione di medio e lungo termine è garantita nelle promesse elettorali ma fatica a trasformarsi in Piani che abbiano scelte strategiche e azioni ad esse coerenti.
L’ultimo documento con una qualche lontana parentela con un Piano di cui si ha notizia, erano le Linee Strategiche Triennali del Turismo 2013-2015, che come sempre si configurava come una corposa raccolta di ottime intenzioni, proprio come quelle che ci insegnavano al catechismo.
Il MICE era comunque uno dei tanti segmenti (sedicenti) strategici da stimolare, si leggeva infatti: “l’amministrazione promuove il perseguimento di due obiettivi principali: da un lato l’aumento del livello di raccordo e coordinamento tra i soggetti che operano, a vari livelli, all’interno della filiera, dall’altro l’attivazione di strumenti e canali di comunicazione idonei a rendere l’offerta appetibile rispetto alla domanda potenziale”.

Nulla fu fatto negli anni a venire.
Oggi la rete MICE Sardegna, grazie all’aggregazione spontanea di aziende private è una realtà.
Può effettuare pianificazioni di marketing congiunte, cioè favorire l’unione di piccoli/medi budget, per soddisfare obiettivi comuni e attuare azioni di promozione congiunta mirate all’ingresso in nuovi mercati; consente inoltre di aprirsi al confronto e di cominciare a dialogare, ma soprattutto di praticare l’ascolto attivo, valutando le differenti esperienze e i differenti approcci.

Parafrasando un vecchio proverbio Inglese: when the cat (la Regione ?) is away, the Mice will play.

 

Adiosu

 

Lucio

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