Ma siamo sicuri che la Sardegna non può essere l’America?

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tramonto nicolaI sabato sera portano riflessioni. Almeno così mi sembra.
Stavolta il tema era quello di chi si trasferisce e che molla tutto, lavoro compreso.
Molla per un misto tra ambizione personale e futuro dei figli.
Almeno a parole, poi nessuno si deve mai essere autorizzato a fare i conti in tasca agli altri.
Molla tutto, mutuo e socialità costruita, perché qui non vede futuro.
Molla per l’America,  ancora nel 2015, così come quando eravamo piccoli.
Molla per un sogno americano dove lavoro c’è per tutti, dove la sanità è perfetta, dove i problemi politici alla fine non sono provlemi ma discussione, dove il common law è salvifico.
Molla perchè così è che vede la situazione alla destinazione.

Inutile provare ad argomentare il contrario. Non c’è ascolto.
Molla perché questo è un paese di merda. Questo è il punto in cui do ragione. Non posso fare altrimenti. Ci siamo ridotti ad una parodia di noi stessi ed abbiamo frantumato tutto. Perchè un paese è lo specchio della sua popolazione.
Molla perché in nessun posto si può far breccia.
Perché da nessuna parte si mette mano ai problemi veri come giustizia, amministrazione, ambiente, aria, acqua, sanità,  sprechi, semplificazione,  tasse, evasione, etc.
Ed è proprio questo il punto.
Il fatto che non si comprenda che le soluzioni ci sono e che non siamo lontani dal cambiamento, che possibile cambiare.
Vero è che, se realmente la società volesse, si potrebbe cambiare nelle direzioni, se non di visione e scenario, almeno di cambiamento deciso a favore delle necessità contingenti.
Il problema, mi si ripete nel caldo di un sabato sera, è che siamo una nazione di merda perché siamo un popolo di merda, di truffaldini, di trafficoni, di gente che cerca scappatoie e soluzioni di comodo, accozzi e raccomandazioni o col grembiulino o col partito o col sindacato o con qualche altra fratellanza intesa nel senso becero quale oggi si sono a noi mostrate le classi dirigenti del millennio più accelerato che sia mai esistito.

Ma mai nessuno che abbia voluto intendere le fratellanza nel senso positivo.
Nel senso che se tutti si impegnassero per eliminare i bisogni di tutti, nessuno sarebbe vittima del sistema corrotto e maledetto che ci sta portando alla rovina, nessuno che pensa ad eliminare le storture regionali e nazionali per far si che si possa scoprire che la Sardegna può essere l’America del nuovo millennio.
Se vivessimo in un sistema equo e coeso, dove i principi di solidarietà e sostegno reciproco hanno un significato e sono praticati (non meramente pronunciati), difficilmente potrebbe sopravvivere l’attuale sistema socio economico.

Se il nostro paese va definitivamente nella direzione per cui è più importante rifarsi il seno che curare un anziano, in cui è più importante il sistema finanziario che quello sociale, in cui la campagna serve solo come discarica e per le trivelle, beh, NON E’ IL MIO PAESE. NO MORE.

Meritiamo di più e meglio. Tutti.

Buon vento, Sardegna mia, ne hai bisogno.

Tuo affezionato

Nicola1907506_1628925734020644_3989994034146595713_n(1)

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