Piccolo è bello (e stavolta anche bravo)

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No no, tranquilli, non è la solita celebrazione sulle virtù delle piccole e medie imprese  che trainano il tessuto economico della nazione. Non è, tanto meno, neanche il solito tormentone estivo sul fatto che in amore le dimensioni non contino.
Stavolta la notizia è un’altra e riguarda il trasporto aereo e la Sardegna. Qualche giorno fa, a Milano, la Geasar,  società di gestione dell’aeroporto di Olbia, ha vinto l’ATRI AWARD, primo premio come miglior gestore aeroportuale d’Italia.
Si si, proprio così, Olbia è il primo aeroporto d’Italia per qualità dei servizi, davanti a colossi come Fiumicino, Malpensa, Linate, Catania solo per fare alcuni nomi grossi. È come se l’anno prossimo il Premio Strega lo vincesse un autore de Il Maestrale o di Fabula Editore, o se Paloschi diventasse il capocannoniere della Serie A, o la Dinamo Sassari in Europa (e qui mi fermo)….
Il valore del premio sta nel fatto di averlo vinto ad Olbia, scalo medio-piccolo come traffico (20^ posto nel 2014, dopo Brindisi, con poco più di due milioni di passeggeri/anno), ma con un fortissimo fenomeno di stagionalità (ben due terzi di questi si muovono fra giugno ed agosto).
La chiamano “bravura”: provate voi a tenere al top un aeroporto così anche d’inverno, quando le affollatissime sale estive si trasformano in atri deserti buoni per favolose partite a calcetto o per romantiche passeggiate mano nella mano con la hostess in attesa del volo, o quando le decine di negozi presenti si combattono pochi sparuti passeggeri; provate voi a mantenere in efficenza impianti, strutture, arredi, servizi che funzionano al massimo per 180 giorni e poi, per il resto dell’anno, rischiano di arrugginirsi.
Beh, Olbia e Geasar ce l’hanno fatta, azzerando quella diffidenza che spesso sconfina nell’ostilità: chiedete, se ce la fate, un parere sui rispettivi scali ad un cittadino di Fiumicino o di Malpensa o, per non andare lontano, di Elmas; qui, invece, si sono inventati un modellino di gestione che funziona e che viene visto come esempio e studiato in Italia ed Europa, portando, nei mesi “di morbida”, con successo, la città in aeroporto: mostre, concerti, presentazioni di libri, iniziative per bambini, feste, prodotti tipici e territori in esposizione, ect. Insomma tutto quanto contribuisca a mantenere viva una struttura in letargo, rendendola fruibile socialmente e redditizia  finanziariamente: per i curiosoni, gli utili di Geasar, nel 2014, sono stati 4,8 mil euro su 31.3 mil di ricavi, (senza contare gli utili prodotti dalle due controllate: Eccelsa 1,1 mil euro e Cortesa utile netto 0,6 mil euro).
Per far questo bisogna studiare tanto, confrontarsi, guardare le buone pratiche in giro per il mondo, ed evitare, conoscendole, quelle deleterie: ma soprattutto bisogna avere passione, coraggio e visione strategica, doti necessarie per cambiare lo status quo.
Ecco perché questo premio vale, e vale tanto (a proposito, dimenticavo … il management è tutto sardo, e scusate se è poco).
                                                                                                                                                    Gianfranco Fancello

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