1974.

Cagliari, 8 luglio 2024

 

1974.

 

Sono nato nel dicembre del 1974, un periodo in cui l’Italia e il mondo intero stavano attraversando una fase di transizione sociale e culturale. Gli anni Settanta e Ottanta, con i loro vibranti cambiamenti, hanno lasciato un segno indelebile nella formazione personale e culturale di molti di noi. Crescendo, la mia infanzia è stata accompagnata dalle sigle dei cartoni animati che hanno definito un’epoca. Queste melodie, spesso sottovalutate, erano capaci di trasmettere emozioni con una semplicità disarmante.

Successivamente, sono passato alla musica vera con una rapidità che ha sorpreso anche me stesso. Questa transizione non è stata solo un semplice cambio di gusti musicali, ma un vero e proprio viaggio verso una maturazione emotiva. Le canzoni che hanno costituito la colonna sonora della mia adolescenza e gioventù non erano meri intrattenimenti, erano opere cariche di pensieri profondi, riflessioni sull’esistenza, l’amore, la società e la politica.

Gli artisti che hanno scritto, suonato e cantato queste canzoni sono stati per me importanti. Le loro parole hanno scavato dentro di me, lasciando segni indelebili e alimentando un dialogo interiore che continua ancora oggi. Ogni brano, ogni nota, era un tassello di un grande mosaico culturale che mi ha formato e ha contribuito a definire il mio modo di vedere il mondo.

Oggi, guardandomi intorno, mi accorgo che pochi riescono a reggere il passo mentale di quella grande produzione culturale. Non si tratta solo di nostalgia o di un rimpianto per i bei tempi andati, ma di una constatazione oggettiva. La profondità di pensiero, la complessità delle riflessioni e la capacità di esprimere sentimenti universali con una semplicità apparente sono qualità rare nel panorama culturale contemporaneo. Alcuni artisti e pensatori moderni hanno intuizioni brillanti, ma il pensiero culturale del Novecento, che ha plasmato me e tanti altri della mia generazione, sembra non avere pari. Ad oggi.

Forse, mi chiedo, sono io che faccio fatica a trovarlo, o forse il mondo è cambiato così tanto da rendere quei modelli obsoleti? Questa domanda mi tormenta e mi spinge a una riflessione più profonda sul ruolo della cultura nella società di oggi.

Con la mia professione e le mie attività, cerco di incidere sulla società così come hanno fatto loro.

Infondo non so suonare. Né cantare. Scrivo a malapena.

Non è un compito facile.

Il tempo grande della storia mi spaventa, mi rende consapevole della mia piccolezza di fronte agli eventi e ai cambiamenti epocali.

Tuttavia, l’opportunità di sganciarsi dal presente, passato e futuro per consegnare qualcosa di significativo alle generazioni future mi spinge a provarci.

È un’impresa titanica, quella di cercare di emulare l’impatto culturale dei giganti del passato. Tuttavia, credo fermamente che ogni piccolo contributo possa fare la differenza. Non si tratta di replicare ciò che è stato fatto, ma di trovare nuove strade, nuove forme di espressione che possano risuonare con la stessa intensità nel cuore e nella mente delle persone.

Il mio impegno per la società si alimenta di questa convinzione.

Scrivo, parlo, agisco con la speranza che anche un solo pensiero, una sola idea possa accendere una scintilla, possa far riflettere e, magari, ispirare qualcun altro a fare lo stesso.

Il futuro è un orizzonte vasto e incerto, ma è proprio questa incertezza a renderlo affascinante. Ogni passo che facciamo nel presente può aprire nuove possibilità, nuovi sentieri che non avremmo mai immaginato. E in questo viaggio, la cultura è la nostra bussola, il nostro faro nella notte. Continuare a cercare, a esplorare, a creare è l’unico modo per rendere onore a chi ci ha preceduto e per lasciare un’eredità significativa a chi verrà dopo di noi.

Riflettendo su tutto questo, voglio incoraggiarvi a non sottovalutare mai il potere della cultura e dell’arte.

Siate curiosi, esplorate, cercate sempre nuove ispirazioni. Non abbiate paura di confrontarvi con il passato, ma nemmeno di innovare e sperimentare.

Il mondo ha bisogno di nuove voci, di nuovi pensieri, di nuove idee.

Ogni vostro contributo può fare la differenza, ogni vostra azione può ispirare qualcuno a fare altrettanto.

La cultura è un’eredità che si costruisce giorno dopo giorno, con passione e dedizione.

E ricordate, il futuro appartiene a chi crede nella bellezza dei propri sogni e nella forza delle proprie idee.

Centimetro per centimetro.

 

Un sorriso, Nicola

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