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Cinque anni fa Quartu non ci credeva.

Cinque anni fa Quartu non ci credeva.
E’ la fotografia di quello che era, una città in cerca di senso, una città che viveva per prossimità e non per scelta.
In questi cinque anni Rinascita ha rimesso ordine, ha ricostruito le fondamenta, i conti, i servizi, le infrastrutture, la macchina amministrativa.
Questa fase è finita.
E dirlo è fondamentale, perché la seconda fase non ha nulla a che fare con la prima.
La prima chiedeva rigore, metodo, pazienza.
La seconda chiede qualcosa di più difficile, visione, coraggio, capacità di immaginare.
La nostra lista per Rinascita propone una traiettoria, dicendo con chiarezza che Quartu non
può più limitarsi a funzionare ma deve scegliere cosa diventare nei prossimi vent’anni.
E la scelta è netta.
Quartu diventa un laboratorio, la città-laboratorio del Mediterraneo, che costruisce il proprio modello.
Questo significa fare di Quartu un luogo in cui si viene a vivere per scelta.
Non perché è vicino, non perché costa meno, ma perché offre qualcosa che altrove non si trova.
Una qualità della vita reale, fatta di servizi accessibili, di tempo recuperato, di spazi che funzionano, di relazioni che esistono ancora.
Ma significa anche diventare un nodo, un luogo dove si incontrano il Mediterraneo e l’Europa, il digitale e il naturale, il locale e il globale.
Un luogo che attrae relazioni, istituzioni, progetti, persone.
E per fare questo serve un salto che in pochi stanno facendo davvero, portare dentro la pubblica amministrazione strumenti nuovi, dall’intelligenza artificiale alla capacità di simulare le decisioni prima di prenderle, per ridurre gli errori e aumentare la qualità delle scelte. Non
tecnologia per fare scena, ma tecnologia per restituire tempo e dignità ai cittadini.
Tutto questo ha un orizzonte chiaro. Non è solo il prossimo mandato. È il 2031, è il 2036, è il 2050. È la città che consegniamo a chi oggi ha vent’anni e che tra vent’anni giudicherà
quello che stiamo facendo adesso.
E allora la vera domanda non è cosa faremo nei prossimi cinque anni. La vera domanda è se abbiamo il coraggio di uscire da una logica difensiva e iniziare a costruire davvero il futuro.
Perché le città non cambiano quando amministrano meglio.
Cambiano quando decidono cosa vogliono diventare.
E noi oggi stiamo facendo esattamente questo.
La proposta per il secondo mandato di Rinascita della nostra lista si fonda su un passaggio netto: dalla ricostruzione alla proiezione. Le basi amministrative, finanziarie e infrastrutturali sono state ristabilite; ora l’obiettivo è costruire un modello urbano capace di generare qualità
della vita, attrattività e capacità decisionale avanzata nel lungo periodo.
Il programma si articola lungo una direttrice integrata che tiene insieme spazio urbano, sviluppo economico, innovazione istituzionale e coesione sociale.
Il primo asse riguarda la qualità urbana e la prossimità.
Quartu viene ripensata come città policentrica, in cui ogni cittadino può accedere ai servizi essenziali entro tempi ridotti. Questo implica una riorganizzazione dei servizi nelle frazioni, un nuovo sistema di mobilità che integra trasporto pubblico, mobilità dolce e gestione intelligente del traffico e una strategia chiara sul diritto all’abitare, che interviene sul mercato immobiliare per riequilibrare l’accesso alla casa e contrastare la desertificazione
residenziale.

Il secondo asse riguarda il posizionamento esterno della città.
Quartu si candida a diventare un nodo euromediterraneo, capace di attrarre relazioni istituzionali, progettazione europea e cooperazione internazionale. Non si tratta di una dimensione simbolica, ma operativa: sedi di programmi europei, gemellaggi strategici, hub di
co-progettazione e capacità stabile di intercettare risorse e opportunità fuori scala locale.
Il terzo asse è l’innovazione amministrativa.
Il Comune evolve verso un modello di governance aumentata, basato sulla digitalizzazione dei processi, sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale per ridurre tempi e inefficienze e sulla costruzione progressiva di un gemello digitale della città. L’obiettivo è trasformare la
pubblica amministrazione da struttura reattiva a sistema capace di anticipare, simulare e migliorare le decisioni.
Il quarto asse riguarda la sostenibilità e la resilienza.
Quartu affronta in modo sistemico le sfide del cambiamento climatico, dalla gestione delle risorse idriche alla difesa della costa, fino alla qualità dell’aria e all’espansione delle comunità energetiche. La sostenibilità non viene trattata come vincolo, ma come infrastruttura strategica della città futura.
Il quinto asse è il welfare di comunità.
Il sistema sociale evolve da risposta emergenziale a modello proattivo, capace di intercettare fragilità prima che diventino crisi. Vengono introdotti strumenti innovativi sul contrasto alla solitudine, sulla non autosufficienza, sulla salute mentale e sull’inclusione, con
un approccio integrato tra servizi pubblici, terzo settore e comunità.
Il sesto asse riguarda cultura e identità.
Quartu investe nella trasformazione del proprio patrimonio culturale in leva di sviluppo,
rafforzando le infrastrutture esistenti e costruendo una proposta culturale riconoscibile a livello nazionale e internazionale. La cultura non è solo produzione di eventi, ma costruzione di identità e posizionamento.
L’intero impianto programmatico è costruito su tre orizzonti temporali integrati: il quinquennio operativo, con interventi finanziati e misurabili; il decennio infrastrutturale, in cui si consolidano le trasformazioni e l’orizzonte al 2050, che orienta le scelte strategiche.
Il punto centrale è uno solo: trasformare Quartu da città che subisce le trasformazioni in città che le governa.

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