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Apatia. L’inestimabile valore della semplicità.

Cagliari, 13 dicembre 2023

Apatia.

L’inestimabile valore della semplicità.

 

Carissim*,

desidero condividere una riflessione che ha radici nel quotidiano.

È un pensiero sul significato del concetto di soddisfazione, su cosa può portare, o meglio, sulle illusioni che talvolta essa può generare.

Consideriamo una persona ricca o semplicemente benestante, la cui vita è circondata da ogni comodità. Questa persona può acquistare tutto ciò che desidera, senza pensieri o limitazioni. Tuttavia, c’è un paradosso che emerge in questa apparente abbondanza, ossia la perdita della capacità di apprezzare i piccoli piaceri della vita. Quando ogni desiderio è facilmente soddisfatto, la gioia e l’apprezzamento per le piccole cose si affievoliscono. Un acquisto, per quanto costoso o esclusivo, diventa solo un altro oggetto nella lunga lista di possedimenti, incapace di cambiare veramente la giornata o di portare una vera felicità. O simboleggiare un risultato desiderato, anche perché è difficile isolare un desiderio vero e proprio.

Compariamo questo scenario con la vita di una persona che possiede poco o solo ciò che è necessario. Quando questa persona decide di comprare qualcosa, come una nuova camicia, lo fa perché ne ha realmente bisogno. La soddisfazione derivante, in tal caso, è immensamente maggiore, perché è frutto di un bisogno reale e di una scelta ponderata. E di un risparmio necessari o all’acquisto. Questa camicia non è solo un capo di vestiario, ma diventa un simbolo di un piccolo traguardo, di un piacere apprezzato e valorizzato.

Questo principio, Car*, è estendibile a molti aspetti della vita di ciascuno di noi.

Almeno a me ricorda che la ricchezza non risiede nelle cose, ma nel saper apprezzare ciò che si ha e che con fatica si riesce a costruire, nel trovare gioia nelle piccole cose, nelle relazioni, nella condivisione e nell’amore, nella famiglia e per il prossimo.

Mi ricorda che la nostra felicità non è legata alla quantità, ma alla qualità delle nostre esperienze e delle nostre relazioni. Siamo invitati a cercare tesori che non si corrompono, a coltivare ricchezze che non possono essere rubate o consumate dal tempo.

Possiamo imparare a guardare oltre?

Cosa ci motiva in maniera duratura?

Cos’è per noi fonte di soddisfazione reale?

Sappiamo riconoscere e valorizzare i valori in cui crediamo?

Amore? Fede? Famiglia? Whatever?

Qual è la fonte di una gioia che non svanisce al tramonto del giorno?

In un mondo dove l’abbondanza e l’eccesso sembrano regnare, mi rifugio in un concetto che sembra sempre più raro, ma che è di inestimabile valore: la semplicità.

In molte circostanze, avendo meno, possiamo avere di più. Possiamo essere di più.

Non dobbiamo perdere la capacità di apprezzare le piccole cose della vita.

Un tramonto, il sorriso di un bambino, il profumo del pane appena sfornato: questi semplici piaceri possono diventare invisibili agli occhi di chi è sommerso dall’eccesso.

Invece, chi vive nella semplicità, chi sa accontentarsi di ciò che ha, spesso trova una gioia più profonda nelle piccole cose. Una passeggiata in un parco, un pasto condiviso con gli amici, scegliete Voi cos’altro, ma serve gioia autentica che nessun bene materiale può eguagliare.

La società che viviamo misura il successo in termini di status.

La vera felicità, per contro, deriva dall’essenzialità.

“È più facile per un cammello passare per la cruna d’un ago, che per un ricco entrare nel regno dei cieli … diceva un saggio” senza voler statuire che la ricchezza sia intrinsecamente negativa, ma ci metteva in guardia sul rischio di lasciare che essa prenda il controllo delle nostre vite, oscurando ciò che è veramente importante.

Troviamo soddisfazione nel dare piuttosto che nel ricevere, nella condivisione piuttosto che nell’isolamento. Ricordiamo che la nostra più grande ricchezza è la capacità di amare e di essere amati, di trovare pace nella fede e speranza nella comunità.

Che il Padre Eterno ci guidi nel nostro cammino verso una vita piena di significato, lontana dalle illusioni del materiale, vicina al cuore di ciò che è veramente prezioso.

 

Con affetto e preghiera.

Vostro affezionatissimo, Nicola

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