Cagliari, 7 ottobre 2024
Bellezza.
La bellezza e il meraviglioso sono stati da sempre temi centrali nella riflessione umana, e nelle parole di Florence Scovel Shinn e William Cullen Bryant, troviamo due espressioni emblematiche di questo eterno fascino. “Niente è troppo meraviglioso per accadere o troppo bello per durare”, affermava Shinn, suggerendo una visione del mondo in cui il miracolo e la bellezza non solo sono possibili, ma sono anche parte integrante della nostra esistenza. Questo pensiero sfida il cinismo e il disincanto che spesso accompagnano la modernità, proponendo invece una fede incrollabile nella capacità dell’universo di sorprendere e incantare.
Shinn, un’autrice e artista del primo Novecento, ha dedicato gran parte della sua vita a esplorare le potenzialità del pensiero positivo e della visualizzazione creativa. La sua convinzione che nulla sia troppo meraviglioso per accadere è una dichiarazione di fiducia nella forza dell’ottimismo e nella capacità dell’essere umano di co-creare la propria realtà. In un mondo spesso dominato dal pragmatismo e dalla razionalità, la sua affermazione risuona come un invito a non smettere mai di credere nell’impossibile, a vedere la bellezza e il potenziale in ogni momento.
D’altra parte, la poesia di William Cullen Bryant, con il suo verso “Dove hai vagato, dolce vento, per trovare i profumi che porti?”, ci trasporta in un mondo in cui la natura è un luogo di mistero e scoperta. Bryant, uno dei principali poeti americani del XIX secolo, ha sempre trovato nel paesaggio naturale una fonte inesauribile di ispirazione. Il vento, in questo caso, diventa un messaggero di meraviglia, capace di trasportare profumi che evocano immagini, ricordi e sensazioni profonde. La sua domanda poetica suggerisce un rapporto intimo e contemplativo con la natura, un desiderio di connessione con quel qualcosa di ineffabile che la bellezza porta con sé.
Se accostiamo le riflessioni di Shinn e Bryant, emergono due prospettive complementari sulla meraviglia e la bellezza: una che affonda le sue radici nella convinzione che tutto è possibile, e l’altra che si nutre della capacità della natura di stupirci e di toccare le corde più intime della nostra anima. In un mondo spesso segnato dalla frenesia e dalla superficialità, queste visioni offrono un antidoto, un ritorno a un’attenzione più profonda e consapevole verso ciò che ci circonda.
La bellezza e il meraviglioso non sono solo concetti astratti, ma esperienze che possiamo vivere e percepire quotidianamente. Tuttavia, come suggeriscono Shinn e Bryant, richiedono un certo grado di apertura e ricettività. Vivere con la convinzione che nulla sia troppo bello per durare, come Shinn propone, significa abbracciare l’idea che la bellezza è una realtà durevole, non un’illusione passeggera. Significa vedere la meraviglia non come un’eccezione, ma come parte integrante della nostra esperienza quotidiana.
Allo stesso modo, la domanda di Bryant ci ricorda che la bellezza della natura non è mai completamente spiegabile o riducibile, ma sempre un po’ misteriosa, un po’ sfuggente. Il vento che porta profumi sconosciuti è un simbolo di questa dimensione ineffabile, che può essere percepita solo con un cuore aperto e una mente attenta.
Queste riflessioni ci invitano, dunque, a riconsiderare il nostro rapporto con il mondo e con la bellezza. In un’epoca in cui il meraviglioso è spesso relegato ai margini della nostra coscienza, è forse più che mai necessario recuperare quella capacità di stupirsi che Shinn e Bryant celebrano nei loro scritti. La bellezza, sembra suggerirci Shinn, non è un dono effimero, ma una presenza costante e duratura, che ci accompagna e che può fiorire in ogni momento, se solo siamo disposti a vederla. E Bryant, con la sua poesia, ci ricorda che questa bellezza spesso si manifesta nei modi più inaspettati, portata da un dolce vento che ha vagato lontano, raccogliendo profumi e misteri lungo il suo cammino.
In definitiva, queste riflessioni ci esortano a vivere con maggiore consapevolezza e apertura, a non smettere mai di cercare la bellezza e il meraviglioso in tutto ciò che facciamo e in tutto ciò che ci circonda. Nulla è troppo meraviglioso per accadere, e ogni giorno porta con sé l’opportunità di scoprire qualcosa di nuovo, di bello, di eterno.
Con armonia, Nicola



