Biodiversità.
La Sardegna, scrigno di biodiversità unica al mondo, sta assistendo impotente alla progressiva distruzione del suo patrimonio naturale.
Specie endemiche, habitat preziosi, ecosistemi fragili.
Tutto è minacciato da un modello di sviluppo predatorio che antepone il profitto alla tutela dell’ambiente.
Le responsabilità sono chiare.
Politiche miopi, interessi economici spregiudicati, una cultura dell’indifferenza che ha permesso la cementificazione selvaggia delle coste, la distruzione delle foreste, l’inquinamento dei mari.
La biodiversità non è un lusso, è la base della nostra sopravvivenza.
Eppure, continuiamo a distruggerla con la stessa irresponsabilità di chi brucia la propria casa per scaldarsi.
La politica è complice di questo scempio.
Le istituzioni, anziché proteggere il territorio, si piegano agli interessi dei potenti, autorizzando speculazioni edilizie, impianti industriali inquinanti, discariche abusive.
I controlli sono inesistenti, le sanzioni irrisorie, l’impunità garantita.
Ma non è solo la politica a essere responsabile.
Anche noi, cittadini, abbiamo le nostre colpe.
Troppo spesso chiudiamo gli occhi di fronte alle illegalità, ci giriamo dall’altra parte quando vediamo un abuso, ci accontentiamo di promesse vuote.
Abbiamo dimenticato che la Sardegna è nostra, che il suo futuro è nelle nostre mani.
È tempo di risvegliarci, di riappropriarci del nostro territorio, di far sentire la nostra voce.
Dobbiamo denunciare gli abusi, chiedere conto ai politici, sostenere le associazioni ambientaliste, promuovere un modello di sviluppo sostenibile che rispetti l’ambiente e le comunità locali.
La Sardegna ha un patrimonio naturale inestimabile, un tesoro che non possiamo permetterci di perdere.
Dobbiamo proteggerlo con tutte le nostre forze, per noi e per le generazioni future. Non possiamo più permetterci di essere complici di questo disastro annunciato.



