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Che cosa serve alla Sardegna in vista delle elezioni regionali del 2024?

L’impegno del centrosinistra per le imminenti elezioni regionali

 

Un programma chiaro, liste credibili e robuste e infine una candidatura che sia la sintesi migliore dello sforzo collettivo che stiamo facendo. Il campo largo lavora con impegno e il passo giusto perché non si può sbagliare: la Sardegna ha bisogno di una visione collettiva per assicurare futuro prospero a tutte le cittadine e i cittadini.

 

Che cosa serve alla Sardegna in vista delle elezioni regionali del 2024?

 

Mi sembra chiaro che la Sardegna sia in sofferenza.

Per le cose che mancano, per gli errori fatti, per le gestioni passate, per le sfide mai affrontate, perché le persone sono in affanno ed intimorite.

Vero è infatti che alcuni, inguaribili ottimisti, anelano ad un futuro migliore e prospero.

E lo vedono anche concretamente realizzabile. Pionieri indomiti.

 

Altrettanto ed ancor più vero che i più fanno oramai fatica anche a sperarlo.

Perché troppo delusi, perché talmente tanto sommersi dal proprio quotidiano di sopravvivenza che non riescono a vedere né sentire la necessità di un cambiamento radicale.

 

Alla Sardegna serve un piano industriale vero e proprio.

Un piano lungimirante e realizzabile che la possa traghettare in tre lustri dall’attuale situazione ad essere un territorio competitivo ed attrattivo.

I processi socio economici infatti non sono un interruttore, serve pazienza, tempo di qualità e lavoro sodo e costante perché si possa ricostruire l’Isola in cui tutti vorrebbero vivere.

 

È chiaro che serve finanza, lavoro sulle entrate e fare ordine nelle risorse che già sono presenti.

È chiaro che serve lavorare sulla salute, sui trasporti, sull’istruzione, sull’ambiente, sul lavoro, sull’impresa, sulle disparità territoriali nonché sulla attualizzazione e razionalizzazione dell’amministrazione regionale e locali.

È altrettanto evidente che i macro temi di cui sopra non soggiacciono a mera contabilità pubblica.

Se servono investimenti, investiamo.

Lo stato sociale è questo.

Pari dignità, pari opportunità, nessuno indietro, nessuno diverso dal prossimo.

Un’Isola competitiva col resto del mondo.

 

È questo che si discute sul tavolo politico di centro sinistra, il cosiddetto campo largo.

È questo che si discute anche nella cabina di regia del programma del campo largo di centro sinistra.

È sull’unitarietà della coalizione e sui contenuti che lavoriamo tutti insieme da prima di luglio.

È sugli stessi punti di cui sopra che si lavora per esprimere le leadership che saranno interpreti grazie al programma di governo che ci sarà, anche questo a breve.

E sugli stessi punti stiamo andando a chiudere liste robuste e credibili, perché una Giunta senza la maggioranza in Consiglio Regionale non va da nessuna parte.

Per tutto questo stiamo andando nei territori, perché solo un programma aperto, inclusivo e partecipato può provare a riportare al voto chi, come sopra descritto, fa fatica a riconoscersi in questa difficile stagione democratica.

 

Serve esercitare il muscolo della fiducia e quello dell’ascolto.

 

Perché lo facciamo? È troppo lungo, il tempo è poco, sembra che non facciate nulla, dicono.

 

Lo facciamo perché è questo che deve fare la coalizione di centro sinistra, è questo che deve fare un campo largo democratico, progressista, europeista, solidale, socialista, civico, indipendentista ed autonomista sardo.

Perché la democrazia non è uno sport minore.

 

I vari lanci stampa, i tentativi fuorvianti per destabilizzare, i mille interpreti che si ergono a saggisti politologi, ad oggi, non hanno fatto centro.

Ci sono svariate decine di volontari, di attivisti civici e di esponenti dei vari partiti della coalizione di centro sinistra che stanno lavorando a questo.

Che sia chiaro il ruolo di coinvolgimento che la società civile sta provando a mettere in campo verso le articolazioni vive della realtà sarda, perché sia rappresentata nelle istituzioni la loro voce.

Serve una vera bordata contro l’astensionismo, serve che i cittadini si rendano partecipi consapevoli del governo della comunità isolana.

 

In fondo battere la destra non sarà semplice e l’obiettivo è vincere le elezioni per governare fino al 2050.

Per questo ci impegniamo. Con tutta l’umiltà del caso.

Le persone prima di tutto. È per questo che lavoriamo e ci dedichiamo alla causa comune, nella convinzione di poter mettere in campo politiche pubbliche innovative che ci rendano protagonisti negli anni che verranno.

 

Un sorriso, Nicola

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