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Cinquanta opportunità

Cagliari, 11 marzo 2024

 

Cinquanta opportunità.

 

La Dubai Future Foundation, da anni, elabora un report per consentire ai portatori di interesse di tutto il mondo di anticipare e navigare meglio il futuro. Il documento presenta una visione dell’avvenire attraverso 50 opportunità suddivise in cinque categorie principali:

 

1-Reimmaginare la salute con soluzioni innovative che vanno dalla stampa di organi alla psichiatria assistita dall’IA e, ancora, indumenti che promuovono il benessere, facilitando l’accesso alle cure e le prospettive di salute individuale e comunitaria.

2-Ripristinare la natura, affrontando rischi ambientali e sfruttando la sua capacità di rigenerarsi. Questo include set di strumenti per la sostenibilità delle città, la conservazione della biodiversità e l’accesso all’acqua potabile.

3-Potenziare le società offrendo soluzioni ai bisogni umani più complessi e universali, ottimizzando i sistemi su cui si basano e salvaguardando dai rischi che potrebbero renderle più fragili di fronte alle crisi.

4-Migliorare e costruire sistemi più efficaci ed antifragili che sostengano i progressi nei servizi e nelle soluzioni a vari livelli di business, governo e società. Ciò comprende l’ottimizzazione dei sistemi finanziari, educativi e sanitari.

5-Cambiare radicalmente i modi di vita sostituendo i modelli su cui si basano paesi, comunità e individui. Questo include innovazioni che abilitano l’innovazione e migliorano la trasformazione dell’umanità verso nuove realtà digitali e non.

 

Ogni opportunità porta con sé una domanda per il futuro.

Queste occasioni sono legate a tendenze e megatrend significativi.

Non è la Bibbia, vero, ma offre una panoramica generale sulla rilevanza e sulla complessità degli orizzonti futuri.

Attraverso le incertezze, infatti, è possibile formulare piani per esplorare i nostri punti di forza, di debolezza, le opportunità e minacce che potremmo incontrare, in uno degli estremi che potrebbero materializzarsi nei prossimi 50 anni. Attraverso le ipotesi, possiamo monitorare le cose chiave che diamo per scontate o assumiamo come vere, il che è importante poiché l’intera base di una futura opportunità potrebbe cambiare.

 

Le 50 opportunità non sono esaustive.

Alcune possono sembrare più pertinenti di altre.

I prossimi 50 anni sono destinati a portare sia opportunità che sfide per tutte le generazioni. Attraverso la collaborazione, possiamo gestire meglio le incertezze, navigare i cambiamenti, sfruttare le opportunità per noi stessi e per le future generazioni.

 

L’opportunità numero 20, in particolare, denominata The Network Divide, esplora il come progettare economie basate sulla rete che siano inclusive. Mentre l’economia basata sulla rete si espande, creando occasioni per coloro che ne fanno parte, l’obiettivo è di progettare reti inclusive che, attraverso strategie incentrate sulla sinergia, sul valore e sul progresso, riducano il dominio esclusivo e migliorino l’innovazione.

In altre parole, l’opportunità riguarda il superamento delle disparità esistenti all’interno delle reti economiche e sociali, garantendo che tutti possano beneficiare di tutto ciò che è offerto dalle economie digitali e connesse. Ciò implica l’adozione di misure per garantire che le reti non favoriscano solo un ristretto gruppo di partecipanti, ma siano aperte e accessibili a un ampio spettro di individui e organizzazioni, promuovendo così un ambiente più equo e inclusivo.

L’approccio suggerito si concentra su come le strategie di rete possono essere adattate per ridurre le disuguaglianze e sostenere l’innovazione collettiva, consentendo a un numero maggiore di persone di partecipare e trarre vantaggio dalle economie emergenti. Questo potrebbe includere la creazione di piattaforme più aperte, l’incoraggiamento alla collaborazione tra diversi settori e la promozione di politiche che supportino l’inclusività e l’equità nell’accesso alle risorse e alle opportunità.

 

Anche l’opportunità numero 13, denominata Mother City, è super interessante.

Immagina un futuro in cui le città riflettono la natura attraverso l’uso di soluzioni ispirate alla biologia e all’avanzata intelligenza artificiale già nelle fasi iniziali della pianificazione urbana. Questo approccio trasforma le città rendendole sostenibili, auto-rigeneranti e meno dipendenti dalla manutenzione, per un impatto ottimale sull’ambiente e sugli abitanti.

Il concetto si basa sull’idea che, integrando principi biologici nel design e nella funzionalità delle aree urbane, possiamo creare spazi che non solo convivono armoniosamente con l’ambiente naturale, ma ne emulano anche le capacità di rigenerazione e autosostentamento. Questo può portare a riduzioni significative nell’impatto ambientale degli agglomerati urbani, migliorando allo stesso tempo la qualità della vita dei loro residenti.

 

Poi il 18, School for wisdom.

L’opportunità immagina un trasformazione delle scuole tramite l’introduzione di programmi educativi basati sulla saggezza, che promuovono il ragionamento culturalmente informato e le competenze necessarie per affrontare le sfide complesse poste dalle tecnologie emergenti, sia per i giovani che per gli adulti. Questo approccio mira a coltivare una comprensione più profonda dei problemi globali, incentivando una riflessione critica e soluzioni innovative che tengano conto della diversità culturale e delle implicazioni etiche delle nuove tecnologie. L’obiettivo è preparare le persone non solo a navigare nel panorama tecnologico in evoluzione, ma anche a contribuire positivamente alla società, valorizzando il benessere collettivo e la sostenibilità.

 

Ed infine il 19, Safeguarding civilisation.

Propone di integrare la cultura nelle politiche pubbliche per la conservazione efficace sia dell’eredità tangibile (aspetti fisici della cultura) che di quella intangibile (pratiche e rituali culturali). Questo approccio riconosce l’importanza cruciale di preservare la diversità culturale e il patrimonio storico come pilastri fondamentali dell’identità e della coesione sociale. Integrando attivamente la cultura nelle decisioni politiche, si possono proteggere e valorizzare le ricchezze culturali, garantendo che le generazioni future possano ereditare e trarre ispirazione dal patrimonio collettivo dell’umanità. La salvaguardia della civiltà in questo modo contribuisce non solo a mantenere viva la storia, ma anche a promuovere il rispetto reciproco, l’inclusione e l’innovazione ispirata dalla ricca diversità del mondo.

 

Ecco, riflessioni per liberare pensieri.

As usual, ready to debate.

 

Un sorriso, Nicola

 

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