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Cosa dicono le elaborazioni ISTAT

Cagliari, 16 febbraio 2024

 

Cosa dicono le elaborazioni ISTAT.

 

Il documento “Indagine conoscitiva sull’individuazione degli svantaggi derivanti dalla condizione d’insularità e sulle relative misure di contrasto”, presentato dall’Istat in audizione alla Commissione parlamentare il 14 dicembre 2023, offre un’analisi approfondita delle peculiarità socio-economiche e demografiche della Sardegna, nel contesto più ampio delle regioni insulari italiane, confrontandole con la media nazionale e, in particolare, con la Sicilia.

 

Ci restituisce un quadro tristemente noto.

Quasi che fossimo condannati a restare quello che siamo.

 

La Sardegna, caratterizzata da un territorio prevalentemente montuoso e da una marcata ruralità, si distingue per una serie di specificità che influenzano profondamente la vita dei suoi abitanti. Tali specificità riguardano non solo l’aspetto geografico e ambientale ma anche le dinamiche demografiche, il tessuto economico, l’accesso ai servizi, nonché la qualità della vita e del lavoro.

 

La Sardegna presenta una situazione demografica complessa, con un progressivo invecchiamento della popolazione e una dinamica di spopolamento che colpisce soprattutto le aree interne e rurali. Questi fenomeni sono da attribuire a una combinazione di fattori quali un basso tasso di natalità, l’emigrazione, soprattutto dei giovani verso aree più urbanizzate o l’estero, e un’alta aspettativa di vita. La struttura demografica, quindi, si configura con una quota crescente di popolazione anziana e una riduzione della popolazione in età lavorativa, con conseguenze significative sul tessuto sociale ed economico dell’isola.

 

Il contesto economico sardo è caratterizzato da una serie di sfide legate sia alla struttura produttiva dell’isola che alla sua posizione geografica. La Sardegna mostra un Pil pro-capite inferiore alla media nazionale, con un settore industriale limitato e una forte dipendenza dal turismo e dall’agricoltura. Nonostante alcune eccellenze, la fragilità del sistema economico insulare è evidenziata da tassi di disoccupazione più elevati rispetto al resto del Paese, soprattutto tra i giovani e le donne. Questa condizione è aggravata da una cronica carenza di investimenti in infrastrutture e servizi essenziali, che limita ulteriormente le opportunità di sviluppo economico e occupazionale.

 

Le difficoltà logistiche e infrastrutturali influenzano notevolmente l’accesso ai servizi in Sardegna. La carenza di reti di trasporto efficienti e capillari, sia all’interno dell’isola che per i collegamenti con il continente, rappresenta uno dei principali ostacoli al pieno sviluppo socio-economico della regione. Questo aspetto ha riflessi diretti sulla qualità della vita dei sardi, limitando l’accesso a istruzione, sanità e ‘assistenza, soprattutto nelle aree più remote.

 

Nonostante le difficoltà, la nostra terra presenta alcuni indicatori di qualità della vita superiori alla media nazionale, come una maggiore aspettativa di vita e un ambiente naturale largamente incontaminato, che contribuisce a un elevato livello di benessere generale. Tuttavia, le problematiche legate all’insularità, alla gestione delle risorse idriche, all’efficienza energetica e alla gestione dei rifiuti, incidono negativamente su alcuni aspetti della vita quotidiana.

 

La sfida risiede nella capacità di bilanciare crescita e sostenibilità, valorizzando le proprie peculiarità senza trascurare le esigenze di una popolazione che richiede servizi e opportunità in linea con gli standard moderni di qualità della vita.

 

La complessità della situazione sarda richiede una strategia multidimensionale che tenga conto delle specificità insulari e che sia in grado di indirizzare le risorse verso i settori più critici: infrastrutture, istruzione, salute, e sviluppo economico sostenibile. Solo attraverso un approccio integrato e la sinergia tra attori locali, nazionali e internazionali sarà possibile superare le barriere che limitano lo sviluppo della Sardegna e garantire un futuro prospero e inclusivo per i suoi abitanti.

 

Per far fronte alle sfide che la Sardegna si trova ad affrontare, la politica regionale dovrebbe adottare un approccio visionario e ambizioso, orientato verso il 2050, che preveda un programma pluriennale e coraggioso, basato su una strategia di sviluppo sostenibile. Questo richiede di superare l’approccio settoriale a favore di uno integrato, che consideri le dinamiche del territorio in tutta la loro complessità, individuando percorsi di sviluppo che tengano conto delle interrelazioni ambientali, sociali ed economiche, valorizzando le risorse identitarie di ciascuna comunità.

 

Per un futuro sostenibile, forte delle sue competenze e delle sue intelligenze, la Sardegna dovrà concentrarsi su pochi temi strategici: salute, ricerca, innovazione e digitalizzazione, sostenibilità ambientale, connettività e accessibilità, coesione sociale e valorizzazione del patrimonio culturale e naturale. Questi temi dovrebbero essere sviluppati attraverso un ampio processo partecipativo che coinvolga tutti i livelli della società sarda, dalle istituzioni agli enti locali, dalle imprese alla società civile, per integrare le diverse esigenze e prospettive.

 

Un ruolo chiave sarà giocato dall’innovazione tecnologica e dalla digitalizzazione, che possono contribuire a superare le barriere geografiche, migliorare l’efficienza dei servizi e favorire lo sviluppo economico. Parallelamente, la transizione verso un’economia verde e circolare rappresenta un’opportunità per valorizzare le risorse naturali dell’isola, promuovendo al contempo la tutela dell’ambiente e lo sviluppo di nuove attività economiche sostenibili. La politica regionale dovrà inoltre garantire che la crescita economica vada di pari passo con la coesione sociale, investendo nell’istruzione, nella formazione e nel welfare, per ridurre le disuguaglianze e favorire l’inclusione.

Infine, la valorizzazione del patrimonio culturale e naturale della Sardegna non solo contribuirà a rafforzare l’identità e la coesione sociale dell’isola ma anche a promuovere un turismo sostenibile, capace di generare sviluppo economico nel rispetto dell’ambiente e delle comunità locali.

 

In conclusione, il ruolo della politica regionale sarà cruciale per guidare la Sardegna verso un futuro più sostenibile e inclusivo. Attraverso un’azione coordinata e visionaria, che ponga al centro gli obiettivi di sviluppo sostenibile e la partecipazione attiva di tutta la società, la Sardegna può affrontare con successo le sfide del presente e del futuro, trasformandole in opportunità di crescita e innovazione.​

 

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