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Delusione. C’è sempre un antidoto.

Cagliari, 11 dicembre 2023

Delusione. C’è sempre un antidoto.

 

Nel secondo dopoguerra, l’Italia era un paese in rovina.

Le città erano distrutte, la società era in ginocchio, affamata e impoverita.

Da quelle ceneri sorse un impegno collettivo per la ricostruzione. Fu un periodo di transizione radicale, dal fascismo alla repubblica democratica neutralizzando la monarchia, con i partiti politici che fungevano da intermediari tra le necessità della popolazione e l’azione governativa. Oggi, più di settant’anni dopo, ci troviamo di fronte a nuove macerie: la crisi delle .com, il collasso post-Lehman Brothers, la pandemia e, ora, i conflitti in Ucraina e Palestina.

La nostra società è sfibrata, lacerata e la fiducia nelle istituzioni e nei partiti è a pezzi.

Non è solo una crisi economica o politica.

È una crisi di fede e di identità. Le persone non credono più in nulla, smarrite in un mare di incertezze. I partiti politici, un tempo pilastri della nostra democrazia, hanno perso il loro ruolo fondamentale. Chiusi in se stessi, hanno dimenticato le necessità e le voci del popolo.

Oggi, come nel dopoguerra, dobbiamo ricostruire.

Ma questa volta, la sfida è anche interna, una battaglia contro la disillusione e l’apatia.

È essenziale che il popolo torni a occuparsi di sé stesso, partecipando attivamente alla vita politica e sociale.

 

La passione e la partecipazione sono l’unico antidoto alla delusione che ci attanaglia.

In Sardegna, dove nel 2024 si terranno le elezioni regionali, la situazione è ancora più acuta. Abbiamo vissuto una legislatura disastrosa, con forze politiche che, persi i loro ideali, ora sventolano simboli vuoti di significato.

Veniamo da una sciagurata legislatura di destra dove anche i sedicenti sardisti sventolano la bandiera dei 4 mori per omaggiare le destre, le pen, la lega, la meloni. è tutto alla deriva, ci sono solo slanci personalistici di chi pensa solo a se stesso ed alla propria camarilla.

L’isola, con la sua storia unica e le sue sfide particolari, richiede un impegno ancora più forte.

L’appello è chiaro: è tempo di riscoprire la nostra passione, di riaccendere quella fiamma che una volta ci ha guidato nella ricostruzione di un paese in rovina. Ognuno di noi ha il dovere di partecipare, di far sentire la propria voce, di lottare per ciò in cui crede. Non possiamo permetterci l’indifferenza, il cinismo, o la disillusione.

Il tema centrale è che la delusione ha come unico antidoto la passione e la partecipazione perché non possiamo non occuparci di noi stessi.

L’unico modo per sentirsi popolo è esserlo, è riavvicinarsi alle idee cardine in cui ci si riconosce ed impegnarsi per e nella vita politica.

Il futuro della Sardegna dipende dalla nostra capacità di rinnovare il nostro impegno civico e politico.

Questa è una chiamata alle armi, della passione, dell’impegno e della speranza.

Solo così possiamo aspirare a un futuro migliore, non solo per noi, ma per le generazioni che verranno.

In Sardegna, insieme, possiamo scrivere un nuovo capitolo della nostra storia.

 

Un sorriso, Nicola

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