Home 9 Opinioni e Interviste 9 società 9 È l’ora di un nuovo civismo solidale

È l’ora di un nuovo civismo solidale

È l’ora di un nuovo civismo solidale

Quando la politica torna generativa e le comunità diventano infrastrutture del futuro

Cinquant’anni dopo la nascita del civismo in Italia, ci ritroviamo a un bivio.
Quel movimento nato come reazione al gigantismo dei partiti di massa, come espressione di identità locali e di cittadinanza attiva, ha attraversato decenni di entusiasmi, trasformazioni e delusioni.
Oggi, mentre la partecipazione politica sprofonda e l’astensionismo cresce, il civismo può e deve tornare ad essere la miccia che riaccende la democrazia.

Non è più tempo di nostalgie.
Il civismo del futuro non può limitarsi ad amministrare i territori o a riempire i vuoti lasciati dai partiti.

Deve diventare politico, solidale e generativo.
Politico perché capace di interpretare e non solo gestire.
Solidale perché orientato al bene comune, non alla rendita di consenso.
Generativo perché mette in circolo energie, intelligenze e competenze diffuse, invece di concentrarle in pochi vertici.

La verità è che il paradigma della politica del novecento è finito.
Non si governa più la complessità con logiche di comando e controllo.
Lo Stato non è più sovrano, i partiti non sono più sovrani.

La società ha imparato a fare da sé.
Lo vediamo ogni giorno — nelle reti civiche, nei movimenti di cittadinanza attiva, nei territori che inventano soluzioni, nelle comunità che praticano solidarietà senza chiedere permesso.

Lo abbiamo visto per la grande partecipazione popolare (peraltro molto giovanile) per Gaza.

E allora la domanda non è che fine ha fatto la politica, ma come può la politica rinascere dentro la società.

La risposta è attraverso una politica generativa, capace di farsi piattaforma di attivazione diffusa.
Non un potere che domina, ma un dispositivo che abilita.
Non un sistema che pretende fedeltà, ma una comunità che costruisce fiducia.
Non un’arena di competizione, ma un laboratorio di co-creazione.

È in questo orizzonte che nasce l’iniziativa “È l’ora di un nuovo civismo solidale”, promossa da Demos e Sardegna 2050.
Un incontro, sì — ma soprattutto un segnale.
Un richiamo alla responsabilità di chi vuole restituire senso alla politica e fiducia alla democrazia.
L’appuntamento è per venerdì 24 ottobre alle 17:30 presso l’Ex Convento dei Cappuccini a Quartu Sant’Elena, dove dialogheranno la Presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, l’Assessore Franco Cuccureddu, Barbara Funari, Sebastian Cocco, Alberto De Toni, Graziano Milia, Paolo Ciani, introdotti da Nicola Pirina, moderati da Marina Del Zompo, con le conclusioni di Mario Arca.

«Oggi la politica non deve più occupare spazi, ma liberarli.
Non deve pretendere potere, ma generare senso.
Non deve rappresentare, ma attivare»,
dichiara Nicola Pirina, presidente di Sardegna 2050.

 

Il civismo, inteso così, non è un’alternativa alla politica, è la politica che rinasce dal basso.
È la società che torna a essere soggetto e non oggetto.
È la cittadinanza che si riscopre risorsa e non problema.

In un tempo in cui la fiducia è scarsa e la paura abbonda, la sfida è chiara, trasformare le reti civiche in nuove infrastrutture del Paese, dove la coesione diventa innovazione e la solidarietà diventa strategia.

Non si tratta di resistere al cambiamento, ma di generarlo.
Non di sopravvivere al presente, ma di costruire futuro.

È tempo di civismo solidale, politico, generativo.
È tempo di noi.



ARTICOLI RECENTI

L’isola di mezzo

L’isola di mezzo

L'isola di mezzo La Sardegna sta imparando a governarsi? Nell'autunno del 2023 qualche centinaio di sardi ha risposto a un questionario.  Era al telefono o sullo schermo dello smartphone, tra una notifica e l'altra.  Le domande erano semplici, quasi banali.  Com'è la...

I climi migrano, i territori restano.

I climi migrano, i territori restano.

I climi migrano, i territori restano. Se Torino ha il clima della Roma di trent'anni fa e Palermo quello di Tunisi, la domanda non è dove finiremo ma con quale grammatica ci arriveremo — e chi paga l'ombra. Un gruppo di ricercatori del Politecnico di Zurigo ha fatto...

Quando le macchine smettono di parlare.

Quando le macchine smettono di parlare.

Quando le macchine smettono di parlare. Il vero confine dell’intelligenza artificiale non è l’intelligenza. È il mandato. Per qualche anno abbiamo guardato all’intelligenza artificiale facendo, probabilmente, la domanda sbagliata. Quanto diventerà intelligente? Saprà...

ARGOMENTI