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Educazione e tecnologia: la scuola e l’istruzione del futuro

L’educazione genera cittadinanza, coltiva identità culturale, costruisce network sociali,
allena il cervello, diffonde informazione. Diventa l’investimento fondamentale in
un’economia della conoscenza. Ha un problema: i frutti si colgono nel medio e lungo
termine, il che la mette in difficoltà quando una società è spinta a occuparsi delle urgenze
e delle opportunità del brevissimo termine. Una delle crisi che stiamo affrontando, forse la
più labirintica, è la concentrazione sull’immediato costruito soprattutto sulla tecnologia.
L’unica via d’uscita è pensare al dopo.
E costruirlo. Insieme, nelle scuole con la formazione.
La Masterclass “Storie dal futuro: come l'educazione trasforma le STEAM (Scienza,
Tecnologia, Ingegneria, Arte e Matematica.)", che si è svolta nel fine settimana appena
trascorso (sabato e domenica) a Cagliari nella sala eventi dell’Ex Manifattura Tabacchi, si
pone al crocevia tra innovazione educativa e sviluppo tecnologico, offrendo una profonda
riflessione sul ruolo cruciale dell'educazione STEAM nel plasmare il futuro dei docenti e
degli studenti.
La due giorni, inaugurata sabato con i saluti istituzionali dell’ingegner Valentina Savona,
dirigente scolastico del Pacinotti, ha visto alternarsi gli interventi di vari e qualificati relatori.
Nella sessione di sabato: Piera Levi Montalcini (Presidente della Fondazione Levi
Montalcini) che ha affrontato il tema “Una vita per le STEAM”; Silvano Tagliagambe
(Filosofo della Scienza ed Epistemologo) ha incentrato il suo intervento su STEAM & AI;
Arianna Marras (esperta in STEAM e soprattutto educational robotics con una vasta
esperienza internazionale) con Robotica educativa & STEAM; Luciano Burderi (Fisico e
coordinatore del dottorato di ricerca in Fisica Nucleare, Subnucleare ed Astrofisica) ha
parlato di STEAM & livelli di realtà.
Nel pomeriggio Silvia Fareri (Ingegnere Gestionale con Dottorato di Ricerca in Economia)
si è soffermata su un altro aspetto ossia “Quello che manca alle STEAM”; Michele
Kettmajer (Membro del comitato scientifico per l'Educazione e l'Intelligenza Artificiale
dell'Università Pontificia di Scienze dell'Educazione e fondatore di imprese nel settore
digitale) ha invece concentrato il suo intervento su STEAM & Etica. Infine Roberto Spano
(Economista e appassionato di sistemi complessi e strutture organizzative) ha proposto un
interessante punto di vista su STEAM & gemelli digitali.
Il giorno successivo, domenica, è intervenuto Carlo Mancosu che ha parlato di “Steam, AI
e didattica”. A tirare le fila della due giorni, Silvano Tagliagambe.
Ricchissime le sessioni di domande e risposte col folto ed appassionato pubblico.
In questo viaggio esplorativo, organizzato dal Liceo Scientifico Pacinotti per il MIUR
(nell’ambito di Scuola Futura PNRR) con la Direzione Scientifica dell’Associazione
Sardegna 2050, il fulcro è stato un'analisi approfondita di come le discipline STEAM si
stiano evolvendo, non solo come corpus di conoscenze, ma come vere e proprie lenti
attraverso cui interpretare e interagire con un mondo in rapido cambiamento.
In questo contesto, la Masterclass ha esplorato come il digitale e l'intelligenza artificiale
stiano ridefinendo i paradigmi morali e operativi, mettendo in luce l'importanza di un
approccio educativo che integri la consapevolezza etica con l'innovazione tecnologica. La
Masterclass riconosce che le competenze tecniche da sole non bastano. Sottolinea quindi
l'importanza cruciale delle soft skills: pensiero critico, creatività, collaborazione e
comunicazione sono enfatizzate come competenze indispensabili per navigare e
prosperare nel contesto STEAM.

Questo approccio olistico evidenzia come le STEAM, pur essendo profondamente radicate
nella scienza e nella tecnologia, richiedano un'integrazione armoniosa con le arti e le
discipline umanistiche per realizzare il loro pieno potenziale.
La preparazione nelle discipline STEAM è essenziale, ma non sufficiente di per sé.
È fondamentale che questa preparazione sia accompagnata da una robusta cultura
generale e da soft skills (come la creatività, la capacità critica, la collaborazione e la
comunicazione). Queste competenze permettono di applicare il sapere tecnico in modo
etico, sostenibile e socialmente responsabile.
Il mercato del lavoro, i comparti industriali, la comunicazione e ogni altro aspetto della vita
che ci attende sono e saranno profondamente influenzati dalle STEAM. Questi campi non
solo plasmano la nostra realtà quotidiana, ma sono anche i pilastri su cui costruiremo il
futuro. Tuttavia, per navigare in questo futuro, abbiamo bisogno di un approccio educativo
che renda le STEAM stesse più umane, sociali e visionarie.
Nella consapevolezza che la sfida che ci attende è grande: dobbiamo trasformare
l'educazione e declinare le STEAM per preparare individui non solo capaci e competenti,
ma anche consapevoli, etici e pronti a contribuire attivamente alla società.
In conclusione, "Storie dal Futuro" non è stato solo un evento educativo, ma un
catalizzatore per un cambiamento paradigmatico nell'educazione STEAM, un invito a
ripensare il ruolo dell'insegnante e a riformulare il percorso educativo in un mondo dove
tecnologia e umanità si intrecciano in modo sempre più complesso e significativo.

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