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Energia, caos e necessità

Cagliari, 28 Marzo

Energia, caos e necessità.

Anche in Sardegna, nonostante il povero dibattito politico, si sostiene l’urgenza di adottare scelte di contrasto al cambiamento climatico e, insieme, di governare le ricadute occupazionali che derivano dall’abbandono della produzione di energia da fonti fossili. Quindi, ritenendo la transizione energetica necessaria ma, contemporaneamente, non individuando come prevede la Legge di delegazione europea n° 53 del 22/5/2021, le aree idonee o non per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili, regna il caos.

Non solo per questo.

Infatti, mentre il governo nazionale, motu proprio, stabilisce che in Sardegna entro il 2030 si dovranno installare impianti per non più di 6,2 GW, i progetti presentati e in attesa di approvazione assommano a 58 GW! Numeri che da soli mettono in evidenza l’assenza totale di una governance di sistema, che non può assolutamente essere in capo al solo assessorato all’industria.

Cosa c’è dietro l’insostenibile logica speculativa?

Qualche anno fa, un autorevole ex procuratore della Repubblica di Cagliari, metteva in guardia per l’arrivo, insieme a questi investimenti, di potenti referenti della società deviata. Molto inascoltato, evidentemente.

Oggi però, anche alla luce della nascita di molteplici movimenti, di attentati in chiaroscuro, è ancora possibile concedere spazi, demaniali o privati, senza una chiara azione di pianificazione, anche per prevenire contrasti, che favoriscono sfruttamenti speculativi che prescindono dalle reali esigenze produttive?

E’ evidente che c’è la necessità di eliminare criticità e incomprensioni nella ripartizione dei compiti istituzionali di attuazione ed è anche in funzione di questo che il nuovo centrosinistra sardo, che si appresta a governare la regione per i prossimi anni, che sostiene con convinzione, nel programma di governo, la costituzione di una governance complessiva sia per arginare l’oneroso, intollerabile, proliferare di richieste di nuove installazioni sia per avere una visione coerente con una razionale produzione.

Va detto chiaramente che l’arrivo selvaggio di proposte non è avulso dalle notevoli offerte di disponibilità di aree, ragion per cui non basta l’indirizzo della regione, necessario e obbligato, ma occorrono comportamenti e linguaggi coerenti tra i diversi livelli istituzionali, le imprese e i sindacati.

 

Salvatore Corveddu Sinistra Futura

Nicola Pirina Sardegna 2050

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