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Faber diceva …

Cagliari, 6 giugno 2024

 

Faber diceva …

 

Nell’opera di Fabrizio De André, in particolare attraverso le sue canzoni e le sue riflessioni, emerge una profonda comprensione della relatività dei valori morali. De André afferma che c’è “poco merito nella virtù e ben poca colpa nell’errore”, poiché i concetti di virtù ed errore sono estremamente variabili e dipendono dal contesto culturale e temporale. Basta spostarsi di latitudine per vedere come ciò che è considerato virtuoso in una cultura può essere visto come un errore in un’altra e viceversa. Questa variabilità si accentua ulteriormente quando ci spostiamo nel tempo, ciò che era moralmente accettabile nel Medioevo o nel Rinascimento potrebbe non esserlo più oggi. La moralità è quindi un costrutto sociale soggetto a cambiamenti continui e non un insieme di principi assoluti.

Un altro aspetto significativo del pensiero di De André riguarda la percezione dei valori tra le generazioni. Spesso si dice che i giovani non abbiano più valori, ma De André suggerisce che il problema risiede più nella nostra incapacità di comprendere i loro valori, piuttosto che in una reale mancanza di essi.

I giovani, infatti, possiedono sicuramente dei valori, ma questi potrebbero essere diversi da quelli delle generazioni precedenti e, di conseguenza, non facilmente riconoscibili da chi è troppo affezionato ai propri. Questo invita a una riflessione sulla necessità di storicizzare i valori e di accettare che essi evolvono nel tempo.

Questa visione di De André non è solo una critica della società, ma anche un invito a una maggiore tolleranza e comprensione reciproca.

Accettare che i valori non sono universali e immutabili ci aiuta a costruire una società più inclusiva, capace di riconoscere e rispettare le diversità culturali e generazionali.

La sua opera ci esorta a guardare oltre le apparenze e a cercare di comprendere le ragioni profonde dietro i comportamenti e le credenze degli altri, in un continuo sforzo di empatia e dialogo.

Quanto vorrei fosse vivo per sentire la sua opinione sui giorni nostri …

 

Con nostalgia, Nicola

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