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Generazioni e speranze.

Cagliari, 8 aprile 2024

 

Generazioni e speranze.

 

La storia della Repubblica Italiana è stata segnata da evoluzioni politiche e culturali profonde, attraverso le quali si è snodato il filo della democrazia nel paese. In particolare, l’analisi delle generazioni politiche che si sono succedute prima degli anni ’90 del secolo scorso offre una prospettiva interessante sulla trasformazione del panorama politico italiano e sulla crisi attuale della cultura politica e della partecipazione.

La prima generazione di politici italiani, quella dei cosiddetti padri costituenti, emerse nel contesto immediatamente successivo alla Seconda Guerra Mondiale. Questi uomini e donne, forgiati nella resistenza contro il fascismo e animati da un profondo spirito antifascista, furono i protagonisti della ricostruzione del paese e della stesura della Costituzione Italiana, fondando le basi della nuova Repubblica su valori di libertà, democrazia e giustizia sociale. La loro visione politica era radicata nell’esperienza diretta della lotta per la libertà e nell’urgenza di costruire un futuro di pace e di equità.

Dalla prima generazione prese le mosse quella dei politici degli anni ’60 e ’70, tra cui spiccano figure come Aldo Moro e Enrico Berlinguer. Questo periodo fu caratterizzato da una forte tensione ideologica e da un impegno intenso nella politica interna, con l’avanzare di idee riformiste e di un’apertura al dialogo tra diversi schieramenti, come testimonia la stagione del mancato compromesso storico. In questo contesto, la politica italiana fu segnata da una dinamica di confronto costruttivo, ma anche da periodi di grave instabilità e violenza, come gli anni di piombo.

La terza generazione, figlia della precedente, avrebbe dovuto portare avanti il testimone di queste lotte e ideali. Tuttavia, la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 segnarono un punto di svolta con l’ascesa del berlusconismo e lo scandalo di Tangentopoli, che insieme contribuirono a una profonda trasformazione del sistema politico italiano. La fine del finanziamento pubblico dei partiti, benché intesa come misura anticorruzione, è stata interpretata da alcuni come un errore storico che ha indebolito i presidi della democrazia, favorendo il declino della partecipazione politica e l’erosione della cultura politica.

Questi eventi hanno segnato l’inizio di una fase caratterizzata da un voto d’opinione volatile, che ha visto l’ascesa di nuove forze politiche come Forza Italia, la Lega, il Movimento 5 Stelle e, più recentemente, Fratelli d’Italia, a scapito della partecipazione attiva e dell’impegno politico tradizionale. L’astensionismo è aumentato, i circoli e le sezioni di partito sono spariti dalle agende e le scuole di formazione politica sono scomparse, evidenziando una crisi della cultura del voto e dell’engagement politico.

Per affrontare questa crisi, è essenziale rifondare la politica sui territori, coinvolgendo tutte le generazioni in un dialogo basato sui contenuti e su visioni capaci di rilanciare la passione politica. Questo implica un ritorno ai valori fondamentali e l’elaborazione di proposte concrete che possano rendere tangibile il miglioramento della vita nelle comunità. Solo così sarà possibile rigenerare una cultura politica capace di rispondere alle sfide del presente e del futuro, riaccendendo l’interesse e la partecipazione dei cittadini nella vita pubblica del paese.

 

La formazione della nuova Giunta regionale da parte della coalizione di centro-sinistra rappresenta un momento cruciale nella politica sarda, segnando l’inizio di una nuova fase di governo che sarà valutata sulla base dei risultati ottenuti. Questo evento sottolinea l’importanza della coerenza tra le promesse elettorali e l’azione politica concreta, un principio fondamentale per il rafforzamento della fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Il giuramento della giunta e dei nuovi consiglieri regionali è un atto simbolico ma anche di sostanziale impegno verso la comunità. La domanda su se questa sarà la migliore giunta non può trovare risposta nelle previsioni o nelle speranze, ma solo nell’operato e nei risultati che verranno conseguiti nel tempo. È essenziale che il programma di governo, che ha sancito l’accordo tra le forze politiche della coalizione, funga da vero e proprio patto federativo, mantenendo al centro l’attuazione delle politiche concordate come criterio di valutazione del successo dell’esecutivo.

La sfida che attende la Presidente e gli Assessori è duplice: da un lato, devono dimostrare la capacità di lavorare in modo coeso e armonico, non solo all’interno della giunta ma anche nell’interazione con gli uffici regionali; dall’altro, devono affrontare con determinazione le riforme necessarie e risolvere i problemi più urgenti che gravano sui cittadini. La capacità di mobilitare l’amministrazione regionale in funzione degli obiettivi prefissati sarà un indicatore chiave della loro efficacia.

Guardare oltre il quinquennio legislativo significa inoltre adottare una visione lungimirante, che superi le immediate logiche di mandato e le divisioni ideologiche per concentrarsi sui bisogni reali del territorio e della popolazione. In questo senso, la politica deve riscoprirsi come strumento di servizio per il bene comune, capace di anticipare le sfide future e di preparare le basi per uno sviluppo sostenibile e inclusivo.

Il viaggio che inizia domani per la nuova giunta regionale è dunque carico di aspettative ma anche di responsabilità. La prova dei fatti sarà il criterio inappellabile per valutare l’operato dell’esecutivo, richiedendo un impegno costante, trasparenza e un dialogo aperto con la società civile. Solo così sarà possibile costruire un percorso di governo che risponda concretamente alle esigenze dei cittadini e che rafforzi la fiducia nelle istituzioni, fondamentale per il rinnovamento della vita politica e sociale della regione.

 

Servono nuove generazioni, serve dialogo tra generazioni, serve forza alla democrazia, servono nuovi veicoli e canali comunicativi per la partecipazione.

Una terra senza popolo fa fatica a riconoscersi.

Serve speranza per lottare.

 

Con determinazione, Nicola

 

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