Cagliari, 3 settembre 2024
Generazioni.
Negli ultimi decenni, il ruolo dei giovani nel plasmare il futuro del nostro pianeta è stato al centro di numerosi dibattiti e studi. La Generazione Z, ovvero i nati approssimativamente tra la metà degli anni ’90 e il 2010, si trova oggi sotto i riflettori, con un’attenzione mai vista prima. Etichettata come generazione YouTube o selfie, la Generazione Z rappresenta non solo un vasto gruppo demografico, ma anche un insieme di individui che stanno riscrivendo le regole dell’attivismo e dell’impegno sociale.
Il contesto in cui questa generazione è cresciuta è di per sé un riflesso delle sfide globali. Dalla crisi climatica alla crescente disuguaglianza economica, passando per l’instabilità politica e il terrorismo, i giovani di oggi hanno ereditato un mondo complesso e turbolento. Tuttavia, nonostante questi ostacoli, o forse proprio a causa di essi, i giovani di oggi sembrano essere più determinati che mai a fare la differenza. Secondo uno studio recente, infatti, i giovani sono più attivi nel cercare soluzioni innovative per affrontare le grandi questioni globali rispetto alle generazioni precedenti.
Un dato che colpisce è il numero di giovani a livello globale: 1,8 miliardi di persone tra i 15 e i 29 anni, di cui quasi l’87% vive nei paesi in via di sviluppo. Questo significa che una larga parte della gioventù mondiale affronta quotidianamente sfide legate alla povertà, all’accesso limitato all’istruzione e alla sanità e a un mercato del lavoro in continuo cambiamento. Nonostante ciò, questi stessi giovani stanno emergendo come protagonisti del cambiamento, sfruttando le tecnologie digitali e la crescente interconnessione globale per creare impatti positivi nelle loro comunità e oltre.
L’impegno dei giovani si manifesta in molteplici forme. Se da un lato assistiamo a un calo della partecipazione ai processi politici tradizionali, dall’altro notiamo un aumento della partecipazione a movimenti sociali, campagne ambientaliste e iniziative di giustizia sociale. Le proteste globali per il clima, guidate da giovani attivisti, ne sono un esempio lampante. Questi movimenti, spesso organizzati attraverso i social media, hanno mostrato al mondo intero che i giovani non solo comprendono le problematiche, ma sono anche pronti a lottare per il loro futuro.
Il Youth Development Index (YDI), che misura annualmente lo sviluppo dei giovani in 183 paesi, evidenzia come le opportunità per i giovani di incidere sul loro futuro siano strettamente legate alle condizioni socioeconomiche dei loro paesi di origine. Non sorprende che i paesi con alti redditi e democrazie consolidate si trovino in cima a questa classifica, ma è interessante notare come i paesi dell’Africa subsahariana, nonostante le difficoltà, abbiano fatto i progressi più significativi nell’ultimo decennio. Questi sviluppi indicano che, con le giuste opportunità, i giovani possono diventare agenti di cambiamento anche in contesti difficili.
In un mondo sempre più interconnesso e tecnologico, la Generazione Z ha anche dimostrato una notevole capacità di adattamento e innovazione. Non è un caso che molte delle startup più promettenti nel campo della sostenibilità ambientale e dell’inclusione sociale siano guidate da giovani imprenditori. Questi giovani non vedono più il lavoro solo come un mezzo per guadagnarsi da vivere, ma come un’opportunità per contribuire positivamente alla società. Le aziende sono quindi chiamate a rispondere a questa nuova consapevolezza, assumendo una maggiore responsabilità sociale e ambientale.
In conclusione, sebbene il mondo si trovi di fronte a sfide senza precedenti, il coinvolgimento e la determinazione della Generazione Z offrono una ragione per essere ottimisti. Finché i giovani avranno le opportunità e le risorse per esprimere il loro potenziale, il futuro del nostro pianeta apparirà certamente più luminoso.
La Generazione Global Goals non solo ha il desiderio di cambiare il mondo, ma ha anche gli strumenti per farlo.
E questo potrebbe essere il più grande segno di speranza per il nostro futuro collettivo.
Con speranza, Nicola



