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Il valore delle Humanities. Non come ornamento. Come metodo.

Il valore delle Humanities. Non come ornamento. Come metodo.

Sardegna 2050 ospita questa settimana il tour regionale di presentazione di “The Knowledge of Humanities” di Andrea Bonaccorsi. Quattro tappe, quattro province, una domanda che non possiamo più rimandare.

C’è una narrazione dominante che da anni guida le politiche della conoscenza, le scelte universitarie, i modelli di sviluppo territoriale: ciò che conta è ciò che produce effetti misurabili nel breve periodo. Tecnologia, STEM, competenze digitali, brevetti, startup. Il resto è cultura — bella, forse necessaria, ma non strategica.

Andrea Bonaccorsi, con The Knowledge of Humanities (Brepols, 2025), smonta questa narrazione con rigore scientifico.

Non la smonta con nostalgia. Non la smonta con argomenti estetici o difensivi. La smonta epistemologicamente: dimostrando che la conoscenza umanistica — storiografia, critica letteraria, storia dell’arte, storia dell’architettura — produce strutture cognitive distinte, metodi di indagine precisi, forme di intelligenza che le scienze cosiddette dure non replicano e non sostituiscono.

È una tesi scomoda e per questo importante.

Perché Sardegna 2050 è qui

Sardegna 2050 è nata con una convinzione: che costruire il futuro di un territorio richieda strumenti cognitivi plurali. Che anticipare non significhi solo prevedere trend tecnologici, ma saper leggere le strutture profonde di un luogo — la sua storia, la sua cultura, le sue forme di sapere sedimentate nel tempo.

La Sardegna non è un territorio neutro su cui applicare modelli importati dall’esterno. È un sistema vivo, con una propria epistemologia territoriale. Comprenderlo richiede esattamente il tipo di conoscenza di cui parla Bonaccorsi.

Non è un caso che il nostro lavoro degli ultimi anni abbia sempre incrociato la domanda umanistica: chi siamo, da dove veniamo, quale futuro vogliamo costruire e perché.

Il libro di Bonaccorsi non è solo un contributo accademico. È un argomento politico nel senso più alto del termine: riguarda come un territorio decide di conoscere se stesso.

Il tour: quattro province, una conversazione

Questa settimana Andrea Bonaccorsi attraversa la Sardegna. Non in senso metaforico — letteralmente: Cagliari, Sassari, Oristano, Nuoro. Le quattro province. Un gesto che ha in sé un significato già prima che inizi la prima presentazione.

Un libro europeo, pubblicato da Brepols — una delle più antiche e autorevoli case editrici accademiche del continente — che sceglie di essere presentato non nelle capitali culturali nazionali, ma in un’isola. In ogni sua provincia.

È un atto di rispetto verso l’intelligenza territoriale. E noi lo prendiamo sul serio.

7 maggio — Cagliari Università degli Studi di Cagliari Via Sant’Ignazio da Laconi, 74 — ore 18:00–20:00

8 maggio — Sassari Fondazione di Sardegna Via Carlo Alberto, 7 — ore 18:00–20:00

9 maggio — Oristano Consorzio UNO, Chiostro del Carmine Via Carmine — ore 11:00–13:00

9 maggio — Nuoro Isola di MAN Corso Garibaldi, 82 — ore 18:00–20:00

Ingresso libero. Info: n.pirina@gmail.com

Una domanda che non possiamo rimandare

Viviamo un momento in cui l’intelligenza artificiale ridisegna le frontiere della conoscenza con una velocità che lascia poco spazio alla riflessione. I sistemi automatizzati producono testi, analisi, previsioni. Le istituzioni faticano a stare al passo. Le comunità si interrogano su cosa resti specificamente umano.

In questo contesto, la domanda che Bonaccorsi pone — cosa sa davvero un umanista? cosa produce la sua conoscenza? quale tipo di intelligenza esprime? — non è una domanda difensiva. È una domanda strategica.

Se non sappiamo rispondere, consegniamo il futuro a chi riduce tutto a dati. Se sappiamo rispondere, costruiamo una epistemologia territoriale capace di reggere il confronto con la complessità del secolo.

La Sardegna ha le risorse per farlo. Ha storie, architetture, paesaggi linguistici, forme di sapere collettivo che nessun modello di machine learning ha ancora imparato a leggere davvero.

The Knowledge of Humanities ci dà gli strumenti per valorizzarli.

Ci vediamo in giro per l’isola.

Sardegna 2050 organizza il tour in collaborazione con Fondazione di Sardegna, CIS Sardegna, l’Università degli Studi di Cagliari, l’Università degli Studi di Sassari, il Consorzio UNO e l’Isola di MAN — Museo d’Arte della Provincia di Nuoro.

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