Cagliari, 11 aprile 2024
Innovare la Politica per trasformare l’amministrazione.
In un’epoca segnata da rapidi cambiamenti sociali, economici e tecnologici, l’urgenza di innovare i meccanismi attraverso cui operano le nostre istituzioni diventa sempre più pressante. La percezione diffusa di amministrazioni pubbliche inefficaci o disallineate rispetto alle esigenze dei cittadini chiama in causa una riflessione profonda sul ruolo della politica e sui modi in cui questa si organizza e prende decisioni. Prima di avventurarsi nella riforma di una macchina burocratica che non funziona, è essenziale rivolgere l’attenzione alla politica stessa, intesa come l’insieme degli indirizzi che governano l’azione amministrativa.
Il fulcro della questione non risiede solamente nella necessità di cambiare i volti ai vertici delle istituzioni o di introdurre tecnologie avanzate nei processi. La sfida più significativa è quella di innovare i percorsi attraverso cui vengono scelte le persone che rappresentano i cittadini, così come i modelli di governance che guidano l’azione politica. Questo implica un coraggio notevole nel cambiare gli schemi tradizionali, a partire dalla selezione degli assessori e dei membri del loro gabinetto a livello regionale, fino alla definizione di un metodo efficace che assicuri una cinghia di trasmissione funzionante tra il presidente, la giunta, i gabinetti, il consiglio regionale, le commissioni e i gruppi consiliari.
Uno dei principali ostacoli all’innovazione politica e amministrativa è rappresentato dalla resistenza al rinnovamento, un fattore umano comprensibile ma che può essere superato attraverso l’adozione di pratiche inclusive e trasparenti nella scelta dei rappresentanti e nella definizione delle politiche.
Allo stesso tempo, è fondamentale investire nella formazione di una classe politica che abbia a cuore gli interessi della collettività e che sia dotata delle competenze necessarie per navigare la complessità del mondo contemporaneo. Questo comporta anche la valorizzazione delle competenze tecniche e specifiche all’interno delle amministrazioni, affinché le decisioni politiche siano sempre più informate e basate su dati e analisi scientifiche.
Innovare i percorsi di scelta dei rappresentanti significa anche sperimentare con nuove forme di selezione e di accountability, valutazioni di performance trasparenti e meccanismi di recall per i rappresentanti che non rispondono alle aspettative dei cittadini. Questi strumenti possono contribuire a rafforzare il legame di fiducia tra elettori e eletti, incentivando una maggiore responsabilità e un orientamento al servizio.
La trasformazione delle strutture politiche e amministrative richiede un impegno condiviso e una visione lungimirante. Il mutamento non avverrà dall’oggi al domani, ma attraverso un processo graduale che coinvolga tutte le parti interessate. È cruciale che questo processo sia guidato da principi di equità, trasparenza e inclusione, in modo che l’innovazione politica possa tradursi in amministrazioni capaci di rispondere efficacemente alle sfide del nostro tempo e di promuovere il benessere collettivo.
In definitiva, la chiave per un’amministrazione che funzioni non risiede soltanto nella modernizzazione dei processi o in volti nuovi, ma in un approccio profondamente innovativo alla politica stessa. Solo attraverso la ferma volontà di ripensare i modelli di governance potremo sperare di costruire istituzioni più resilienti, antifragili, efficienti e vicine alle esigenze di chi è chiamato a servire.
Con precisa osservanza, Nicola



