Home 9 Opinioni e Interviste 9 società 9 La Filosofia, fondamento dell’ Humanitas

La Filosofia, fondamento dell’ Humanitas

Qualche giorno fa, su “Dasein”, spazio di riflessione e di dialogo all’interno del Sole 24 Ore, l’autore Carlo Mancosu ha pubblicato un contributo, scritto assieme a Nicola Pirina e al professor Silvano Tagliagambe, intitolato “Inventare il futuro: pensare l’innovazione”. Questa articolata e profonda analisi a sei mani sulla necessità e la centralità della filosofia e, nello specifico della filosofia della scienza, quale bussola critica per interpretare correttamente conoscenza, realtà, esistente e la nostra stessa esistenza ha suscitato ciò che gli autori per primi auspicano: un dibattito. 

Ad arricchire voci e riflessioni su un tema così alto e tutt’altro che astratto è Elisa Battaglia Sau che ci ha inviato uno scritto, lo riproponiamo qui sotto. La ringraziamo per la generosità e per aver offerto a tutti spunti estremamente interessanti. Buona lettura!

 

La Filosofia, fondamento dell’ Humanitas

Che cosa sarebbe l’uomo senza la filosofia ? È insita nell’essere umano la necessità di interrogarsi e ragionare sul come e sul perché delle cose, abbiamo bisogno di fermarci e riflettere, sulla nostra vita in relazione a quella degli altri, su cosa siano veramente il bene e il male, su come siamo arrivati a vedere il sole su questa terra.
Non possiamo non pensare.
Eppure la filosofia è pura e fine a sé stessa : non serve interrogarsi sull’esistenza di Dio per portare i soldi a casa e mangiare tutti i giorni. Questo perché la filosofia non ha padroni, come sostiene Giulio Giorello nel suo articolo “Filosofia in piazza”: «Non serve anzitutto perché non ha uno scopo cui essere asservita. E non serve a nessuno, dal momento che se ha una storia e una tradizione è perché non conosce autorità».
La filosofia è libera, perché il pensiero non conosce confini; e ha bisogno di uscire dalla gabbia dell’anima, ha bisogno di confrontarsi con altre idee.
Questo avviene tramite il dialogo. Nell’antica Grecia come oggi,gli uomini si incontrano e discorrono, esprimono le loro opinioni, confutano e sostengono tesi.
Attraverso il dialogo si costruisce la civiltà, intesa come correttezza: si impara il rispetto, la tolleranza verso le opinioni altrui, si impara a non imporsi e a mettersi in discussione; è questo che fa una società civile.
L’importanza del dialogo è sostenuta anche da Remo Bodei in un’intervista del 2003 : «È molto positivo che la filosofia torni nell’agorà e si esplichi nel dialogo attraverso e l’oratoria e la persuasione. È un ritorno a Socrate».
E dal momento che tutti hanno la facoltà di pensare, tutti possono esprimere le loro idee e contribuire all’ arricchimento intellettuale e morale della comunità : la filosofia è perciò «profondamente democratica».
Ma anche il pensiero filosofico, così puro e spontaneo, può essere attaccato dalla nascita del germe del male. E allora l’uomo può arrivare a passare la sua vita a elaborare, e imporre, dottrine volte alla persecuzione del debole, alla riduzione delle libertà, all’abolizione dell’identità dell’individuo.
Come espone nel suo articolo “ Ricca e vestita vai, Filosofia “, il giornalista Mario Bandino, «anche la filosofia è in grado di provocare, e ha certamente provocato, disastri, non diversamente dalla scienza».
La filosofia è quindi ambigua, può rivolgersi al bene come al male; eppure ne abbiamo bisogno, fin dall’antichità.
In epoca moderna poi, la filosofa si è avvicinata a tematiche che ci toccano da vicino, ai problemi quotidiani : le neuroscienze, le scienze sociali, l’etica economica, per non parlare poi della bioetica.
Filosofia e scienza ormai camminano insieme, mano nella mano.
Nel suo articolo “ Perché c’è fame di filosofia “ Remo Bodei sostanzialmente afferma che la filosofia dà voce in forma articolata a temi superficiali.
Ma si possono definire superficiali i discorsi sulla vita e sulla morte, la verità, la moralità, l’amore ? Non sono certo temi che si possono enunciare la mattina sull’autobus. Sono tematiche profonde, di cui a volte ci vergogniamo di parlare, è difficile lasciare uscire i nostri pensieri in merito in una chiacchierata con un amico con cui qualche ora prima decantavamo la bellezza di un vestito esposto in vetrina o la nostra felicità per la vittoria della nostra squadra di calcio. È nei momenti più seri e intimi che l’animo si dispone ad aprirsi e a lasciar uscire allo scoperto i sentimenti più profondi.
Ma la filosofia non è discorrere solamente di problemi esistenziali : la filosofia è cercare risposte a ogni costo, una continua ricerca scatenata da quelle domande che sempre ci premono, sempre restano nascoste in un angolo della nostra mente pronte da un momento all’altro a saltar fuori.
Perché arriva sempre un momento nella vita dell’uomo in cui esso si chiede “Perché ?”.
Perciò «per comprendere la funzione e la rilevanza della filosofia contro quanti ritengono che non giunga alle certezze della scienza, alle consolazioni della fede o al fascino delle arti, compiamo un esperimento mentale e proviamo a immaginare come sarebbe il nostro mondo senza di essa».
È impossibile immaginare un mondo senza filosofia, poiché senza il pensiero l’uomo non sarebbe tale. Ogni uomo è nel suo intimo, un filosofo, poiché, come afferma il filosofo francese Merleau-Ponty, “il mistero è in tutti”, inoltre «l’uomo ha in sé, silenziosamente, i paradossi della filosofia».
Anche Aristotele affermò che in ogni caso si deve filosofare, poiché l’uomo non può impedirsi il pensiero.
La filosofia, libera e inevitabile, arte della ricerca e del dialogo, è ciò che fa di noi, piccoli abitanti dell’universo, degli esseri umani.

 

ARTICOLI RECENTI

L’isola di mezzo

L’isola di mezzo

L'isola di mezzo La Sardegna sta imparando a governarsi? Nell'autunno del 2023 qualche centinaio di sardi ha risposto a un questionario.  Era al telefono o sullo schermo dello smartphone, tra una notifica e l'altra.  Le domande erano semplici, quasi banali.  Com'è la...

I climi migrano, i territori restano.

I climi migrano, i territori restano.

I climi migrano, i territori restano. Se Torino ha il clima della Roma di trent'anni fa e Palermo quello di Tunisi, la domanda non è dove finiremo ma con quale grammatica ci arriveremo — e chi paga l'ombra. Un gruppo di ricercatori del Politecnico di Zurigo ha fatto...

Quando le macchine smettono di parlare.

Quando le macchine smettono di parlare.

Quando le macchine smettono di parlare. Il vero confine dell’intelligenza artificiale non è l’intelligenza. È il mandato. Per qualche anno abbiamo guardato all’intelligenza artificiale facendo, probabilmente, la domanda sbagliata. Quanto diventerà intelligente? Saprà...

ARGOMENTI