Cagliari, 24 Marzo
La valutazione delle politiche pubbliche
Alla fine di una legislatura che ricorderemo tutti per molto tempo (lungi dal dare giudizi di qualunque tipo), non posso fare a meno di notare quanto alcuni organi di stampa siamo propensi ad un intenso esercizio narratorio, quasi epico, sui risultati/successi di alcuni uffici, agenzie e variegati pezzi dell’amministrazione regionale.
Niente di male, se fosse tutto oggettivamente valutato o rilevato. Tuttavia, esprimo qualche legittimo dubbio.
Cominciano con un pò di glossario partendo da un termine che si presta effettivamente a diverse interpretazioni o che comunque assume diverse accezioni: il risultato.
Come sanno i tecnici, il risultato può riferirsi: ad un bene prodotto o un servizio erogato (ad esempio, un brevetto oppure l’organizzazione di un meeting/evento) e in questo caso i tecnici parlano di output; oppure ai benefici che gli utilizzatori dell’output traggono. Ad esempio, il traffico più scorrevole o più sicuro dopo che “l’output strada” è stato realizzato – in breve l’effetto prodotto; impatto, che rappresenta il risultato di ultimo livello capace di dare evidenza di un cambiamento di comportamento, del valore prodotto nel lungo termine per la comunità.
Fermiamoci a riflettere e leggiamo una notizia. Scelgo appositamente di essere neutro e utilizzo, a scopo meramente esemplificativo, un evento di fantasia così raccontato: “Successo alla Fiera del Cetriolo: 50 mila visitatori e 15 tonnellate di cetrioli venduti in una settimana”.
Ora, immaginiamo anche che la Fiera sia stata finanziata con i soldi dei contribuenti e che sia stata organizzata dall’assessore del Comune di Cocomerland. I contribuenti, leggendo la notizia, potrebbero esultare, festeggiare per giorni, pensando che durante la Fiera siano venute così tante persone e abbiamo comprato cetrioli che manco tutta la Grecia.
Eppure, se prestassimo un pò di attenzione, potremmo essere costretti a rimettere in frigo il Magnum di Franciacorta e rispedire al mittente i pasticcini.
Partiamo dai numeri: 50 mila visitatori. Il dato sembra notevole ma potrebbe essere, ad esempio, comparato con il numero di visitatori che normalmente visitano il Comune nello stesso periodo. Se dovessimo scoprire, ad esempio, che in una settimana il Comune di Cocomerland fosse raggiunto in media da 35.000 visitatori, solo la differenza potrebbe essere attribuita al (costoso?) evento per la cui organizzazione magari ci sono volute settimane oppure mesi. E questi amanti del cetriolo, queste 15.000 persone che sono arrivate, che cosa hanno fatto? Hanno pagato di tasca per arrivare alla Fiera? Oppure sono arrivati con mezzi pagati dagli organizzatori che hanno usato i nostri soldi? Hanno comprato effettivamente più di quello che normalmente si vende in una settimana? Si? No? E’ stato misurato? Qualcuno si è posto la domanda e ha dato una risposta?
Se i contribuenti (no, non quelli che le tasse non le pagano, quelli sono stra-felici sempre e comunque) dovessero scoprire che i 15.000 turisti del cetriolo avessero comprato solo un paio di chili in più rispetto a quelli normalmente venduti senza alcuna Fiera, che il loro trasporto fosse stato pagato con soldi pubblici, come commenterebbero la notizia apparsa sul giornale che manco il Cagliari campione d’Italia? Un bel risultato? Un cattivo risultato?
Potrebbero sicuramente gioire per il fatto di aver visto l’esecuzione del servizio (output) ma che dire dell’effettivo beneficio per la comunità? Fatto salvo i fornitori di servizi necessari per l’organizzazione della Fiera (stand, bivacchi vari, tavoli e tavolini, teloni, video etc..), quale sarebbe il commento? Beh, potremmo parlare, più propriamente, di un risultato abbastanza deludente. O di un cetriolo….
Nella speranza di aver contribuito ad una riflessione sulla effettiva utilità di alcuni eventi/fiere/giornate, anche itineranti, il cui costo grava sulle nostre tasche e che fanno contenti solo quelli la cui faccia è spudoratamente mostrata al pubblico come se fosse portatore del verbo del successo,
vi saluto con affetto
Luca Spissu



