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LE VITE DEGLI ALTRI SONO ALTRO

Cagliari, 23 Aprile 2024

LE VITE DEGLI ALTRI SONO ALTRO

Approvato dall’ Unione Europea un patto contro la dignità dei migranti e richiedenti asilo

 

Nel 2012 l’Unione Europea ha vinto il premio Nobel per la pace per aver “contribuito a trasformare la maggior parte dell’Europa da un continente di guerra in un continente di pace”. Il comitato del Premio Nobel ha sottolineato il contributo che per sei decenni l’U.E. ha dato a favore della pace e riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani in Europa.

I valori su cui si fonda l’U.E. sono enunciati all’articolo 2 del trattato di Lisbona e nella Carta dei diritti fondamentali della stessa Unione e sono: dignità umana, libertà, democrazia, uguaglianza, stato di diritto, diritti umani.

 

Secondo Asle Sveen, storico del premio Nobel “è sempre rischioso promuovere qualcuno. Non si è in grado di prevedere cosa può accadere in futuro (..)” ed infatti il 10 Aprile scorso il Parlamento europeo ha ufficialmente approvato il nuovo Patto U.E. su migrazione e asilo che avversa i valori che tanto ci caratterizzano.

Trattasi di dieci testi legislativi che di fatto smantellano il diritto di asilo e introducono l’applicazione di procedure accelerate, selettive e fondate sulla provenienza geografica, nonché detenzione sistematica e arbitraria. Hanno prevalso gli istinti peggiori dettati dalla paura dello straniero (proveniente da  fuori U.E.). Tutto ciò non stupisce perché in linea con le azioni politiche europee sulla migrazione degli ultimi anni come: accordi bilaterali con governi autoritari, finanziamento della guardia costiera libica, nessuna creazione di vie di accesso legali, militarizzazione ed esternalizzazione dei confini.

 

Tutto adesso è stato formalizzato nel nuovo quadro giuridico.

 

Si legge che il patto rappresenterebbe  “un nuovo inizio in materia di migrazione, per creare fiducia attraverso procedure più efficaci e trovare un nuovo equilibrio tra responsabilità collettiva e solidarietà” che di fatto si traduce in alcuni imbarazzanti punti fondamentali quali:

  • detenzione de facto alle frontiere senza limiti per le famiglie con bambini di tutte le età. Fino a quando non verrà presa una decisione sulla richiesta di asilo, le persone saranno trattenute in campi di detenzione per un massimo di dodici settimane. Anche i minori non accompagnati potranno essere sottoposti a procedure di frontiera e trattenuti allorquando le autorità statali li considerino un “pericolo per la sicurezza nazionale o l’ordine pubblico”. Basta aver a che fare con i Minori stranieri non accompagnati per comprendere quanto sia assurda la normativa e comprenderne il fondamento razzista. Anche bambini di 6 anni potranno essere schedati perché potenzialmente pericolosi;
  • mitigazione del principio del “paese terzo sicuro”; così le persone, perché di questo si tratta, saranno  costrette a prendere strade sempre più pericolose.  Esiste inoltre il rischio concreto che vi siano rimpatri in paesi come Iran, Afghanistan, Syria o Pakistan. Le persone che provengono da un Paese con un tasso di riconoscimento dello status di rifugiato inferiore al 20% potranno non poter vedere esaminata la propria domanda su base individuale;
  • aumento dell’uso di tecnologie di sorveglianza in tutte le fasi delle procedure di migrazione e asilo. Mentre noi europei parliamo di continuamente di privacy, anche per acquistare un bicchiere di acqua, partoriamo un patto che prevede una sorveglianza di massa dei migranti; alle frontiere e nei centri di detenzione saranno impiegate tecnologie più intrusive, i dati personali delle persone saranno raccolti in blocco e scambiati tra le forze di polizia in tutta Europa perché migrante equivale per i parlamentari europei a delinquente;
  • esternalizzazione delle procedure di asilo e introduzione di un ordinamento speciale dove nemmeno le famiglie con i bambini sono state escluse dalle procedure, come ci si sarebbe auspicato.

 

Il patto avrebbe dovuto modificare le regole di trattato di Dublino, favorire la protezione internazionale in Europa con un impegno solidale di tutti i Paesi membri dell’Unione europea nell’accoglienza. Il Parlamento, invece di analizzare le problematiche mondiali che portano ad una crescente migrazione di massa e affrontarle in modo  costruttivo, ha scelto la via intrisa di razzismo e demagogia che creerà solo problemi e non porterà nessuna soluzione.

 

Il rapporto annuale dell’Internal Displacement Monitoring Centre 2023, riferito al 2022, ci dice che in tutto il mondo il numero di sfollati interni ha raggiunto i 71,1 milioni con un aumento del 20% rispetto all’anno precedente. Anche il numero di movimenti in cui le persone sono fuggite in cerca di sicurezza e riparo non ha precedenti e sta aumentando. Il conflitto in Ucraina ha provocato quasi 17 milioni di sfollati in continua crescita, le persone fuggite da inondazioni monsoniche in Pakistan sono 8,2 milioni, rappresentando un quarto degli sfollati globali tra 2022 e 2023.

Conflitti e disastri climatici si sono combinati per aggravare le vulnerabilità e le disuguaglianze preesistenti delle persone innescando continui e crescenti sfollamenti: una tempesta perfetta. La guerra in Ucraina ha anche alimentato una crisi globale della sicurezza alimentare che ha colpito più duramente gli sfollati interni.

 

Il Patto U.E. su migrazione e asilo appena varato si presenta quindi una semplicistica e pericolosa non soluzione a problematiche complesse, forse un cinico strumento di propaganda per le prossime elezioni europee.

 

Con attenzione, Elisabetta Manella

 

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