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L’Isola felice?

Cagliari, 2 maggio 2024

L’Isola felice?

 

Avete notato che la parola felice si usa sempre di meno? In ogni argomento viene utilizzata con molta parsimonia, quasi si tema di consumarla, di bruciarla per sempre.
Soprattutto in politica, in tanti si guardano bene di accostarla agli schemi di divulgazione classica, anche di propaganda, soprattutto da quando è stata derisa dall’arroganza al potere, in occasione della decrescita felice di Maurizio Pallante, oggetto di vivace dibattito.
La verità è che dagli anni ’90 in poi, siamo sempre meno felici; guardando per esempio alla nostra terra, direi senza esitazione che non è un’isola felice; ce lo dicono i dati, non ci sono dubbi. Se dovessi personalizzare in un corpo la Sardegna attuale, direi che questo essere umano non è tanto giovane, ha circa 50 anni, disoccupato, ha abbandonato gli studi, consuma molto gli alcolici e le droghe, è sempre più solo e isolato per denatalita’ e spopolamento, sta diventando insofferente e violento con le istituzioni locali. Si ubriaca anche di occasionale folklore per l’euforia di avere ospiti in casa, perdendo nel contempo anche forti tratti di identità (banalizzati, anziché attualizzati e vissuti).

Non si sente coinvolto dalle dinamiche culturali e politiche, non va più a votare, la depressione economica gli ha tolto anche i basilari obiettivi di benessere sociale e collettivo. Si è estraniato col tempo anche dall’ambiente, vive in uno stato di servitù militare, energetica e carceraria che sta diventando servitù psicologica.

Che fare dunque, per essere società felice? Io credo che dobbiamo puntare sulla modernizzazione complessiva del vivere di ogni cittadino, metropolitano o rurale che sia, e lo possiamo fare solo con politiche shock (ma misurabili) di innovazione politica, economica e sociale.

Questo depresso cinquantenne di oggi, deve necessariamente tornare ragazzo determinato e testardo, con grandi obiettivi sul suo futuro, lavorare su se stesso, con forte autonomia decisionale, prendersi la responsabilità di guida nelle politiche del mediterraneo e ritrovare entusiasmo per essere felice.

Senza paura del futuro, Gianpaolo Marras

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