Luce.

Cagliari, 10 luglio 2024

 

Luce.

 

Ungaretti ha delineato una visione della poesia.

Definisce la poesia come una “combinazione di vocali e consonanti nella quale è entrata una luce”. Questa luce, secondo il poeta, è ciò che permette di riconoscere la verità della poesia stessa, indicando che quando è autentica, la poesia riesce a mettere in contatto le apparenze con la realtà eterna.

Questa concezione riflette il contesto culturale e filosofico in cui Ungaretti era immerso, che cercava di restituire alla parola poetica una purezza e una densità di significato che la rendano capace di esprimere l’inesprimibile, di portare alla luce frammenti della realtà più profonda e segreta. La parola poetica non è mai casuale, ma il frutto di una distillazione estrema, volta a mettere in relazione la forma e il contenuto del poetare in modo essenziale e pregnante.

Ungaretti scrive in un periodo di grandi turbolenze, segnato dalla Prima Guerra Mondiale. La sua esperienza in trincea lo porta a sviluppare una poetica che rifiuta la complessità e l’ornamentazione della tradizione, a favore di un linguaggio essenziale, scarno e immediato. La guerra impone la necessità di un’espressione rapida e incisiva, che riesca a catturare la brutalità e la sofferenza del momento. Questa urgenza espressiva si traduce in versi spezzati, privi di punteggiatura, dove ogni parola assume un valore enorme, unendo il linguaggio poetico a una sorta di linguaggio di sopravvivenza.

La luce che Ungaretti vede entrare nella poesia non è solo metaforica, ma anche espressione di una ricerca di verità e bellezza in mezzo al caos e alla distruzione. La poesia diventa così un mezzo per trascendere la realtà immediata e connettersi con qualcosa di eterno e immutabile.

 

Questo potere della poesia, di far risplendere la verità attraverso le parole, potrebbe idealmente estendersi a ogni aspetto della vita, permettendo alla luce di penetrare anche nelle situazioni più oscure e difficili, creando un effetto meraviglioso simile a quello che la poesia autentica può produrre.

L’idea di Ungaretti suggerisce che la poesia, quando è vera, possiede una capacità unica di illuminare la realtà, rivelando verità nascoste e mettendo in contatto le apparenze con l’essenza più profonda delle cose.

 

Questo stesso principio, se applicato alla vita quotidiana, potrebbe trasformare il nostro modo di vedere il mondo, permettendoci di cogliere la bellezza e la verità anche nelle situazioni più ordinarie.

 

Con garbo, Nicola

ARTICOLI RECENTI

Testardo

Testardo

Cagliari, 24 luglio 2024   Testardo.   La testardaggine, spesso vista come un difetto o una caratteristica negativa, può in realtà essere una virtù indispensabile per chi aspira a comprendere e risolvere le questioni più complesse. Senza di essa, rischiamo...

Scelte.

Scelte.

Cagliari, 22 luglio 2024   Scelte.   Nel corso della nostra esistenza, siamo il prodotto delle scelte che compiamo, un concetto apparentemente semplice ma carico di complessità e profondità. Queste scelte non sono sempre il risultato di una pura razionalità...

Marinai.

Marinai.

Cagliari, 22 luglio 2024   Marinai.   Nel vasto mare della vita, le tempeste rappresentano le sfide e le difficoltà che inevitabilmente incontriamo. I grandi marinai, coloro che navigano con saggezza e coraggio, attendono con determinazione queste tempeste,...

ARGOMENTI

Non c'è ancora contenuto da mostrare.