Luna

CAGLIARI, 19  SETTEMBRE 2024

 

Ore 8.35.

Camminavo in una via del centro di Cagliari verso la mia macchina per recuperare gli occhiali dimenticati la notte prima. Il sole non ancora alto e l’ombra rendevano la passeggiata gradevole e rilassante.

Ho alzato lo sguardo e in un cielo azzurrissimo ho visto la luna.

Mi sono fermato qualche secondo a guardarla pensando a come nelle nostre vite ci siano delle certezze che non mettiamo mai in discussione, sono state sempre lì e siamo sicuri che sempre ci saranno.

Ho raggiunto la macchina, ho preso e indossato gli occhiali e ho alzato di nuovo lo sguardo verso il cielo per guardare ancora una volta la luna, convinto che l’avrei vista ancora meglio attraverso le lenti graduate.

Ma … la luna non c’era più … sono stato colto da un sentimento di sorpresa e paura.

Come è possibile che la luna sia scomparsa?

Allora ho ripercorso all’indietro il percorso e ad un certo punto … eccola lì che si stagliava di nuovo bianca candida nel cielo azzurro.

Cosa era successo? Mi sono guardato intorno e ho capito.

La strada in discesa e i palazzi mi impedivano di vederla dal punto in cui era parcheggiata la mia macchina, la nascondevano, mi avevano dato la sensazione che fosse sparita.

Come ho potuto pensare, anche per un solo momento, che la luna fosse sparita?

La luna, una delle certezze che ci accompagnano da quando siamo bambini nei libri, nei film, nelle canzoni, nella cultura popolare … il fatto è che non era sparita ma solo nascosta dai palazzi e la pendenza della strada, il prodotto di un’azione umana ha messo in discussione una certezza millenaria generando sconforto e paura.

Leggo la filastrocca “La luna al Guinzaglio” di Gianni Rodari, torno bambino e capisco:

Con te la luna è buona,

mia savia bambina:

se cammini, cammina

e se ti fermi tu

si ferma anche la luna

ubbidiente lassù.

È un piccolo cane bianco

che tu tieni al guinzaglio,

è un docile palloncino

che tieni per il filo:

andando a dormire

lo leghi al cuscino,

la luna tutta notte

sta appesa sul tuo lettino.

 

Con affetto, Francesco Atzeri

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