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Ma ai giovani qualcuno ci pensa davvero? Atto II

Cagliari, 7 febbraio 2024

Ma ai giovani chi ci pensa?

Atto II

 

In questi giorni ci capita spesso di incontrare tante ragazze e ragazzi.

Emerge ancora una volta un ritratto forte, severo ma, per la prima volta dopo tanto, intriso di speranza, sfide e comprensione. Nel cuore di queste generazioni pulsano valori eterni: la famiglia e l’amicizia regnano sovrani, le relazioni personali e il tempo libero come fonti primarie di soddisfazione.

Sorprendentemente, questa gioventù si mostra clemente verso le generazioni che l’hanno preceduta, nonostante avverta una distrazione crescente da parte degli adulti.

In questa danza intergenerazionale di comprensione e malintesi, si staglia la figura dell’adolescente contemporaneo, navigatore abile di un mare digitale che per molti adulti rimane un oceano misterioso. Le incomprensioni, tuttavia, non sono muri insormontabili, ma piuttosto specchi di un’epoca in rapido mutamento, dove il digitale amplifica le distanze ma anche le possibilità di connessione.

La pandemia ha lasciato un segno indelebile su questa giovane generazione, accentuando la sete di relazioni autentiche e di esperienze condivise, messe a dura prova dai lunghi mesi di isolamento. Le lezioni apprese in questo periodo difficile hanno rafforzato la consapevolezza dell’importanza vitale delle connessioni umane, spingendo i giovani a rivalutare la dimensione relazionale della vita.

Tuttavia, emerge chiaramente un divario di comprensione, con gli adulti che lottano per afferrare pienamente le aspirazioni, i desideri e le paure dei giovani.

Questo scenario richiede un approccio rivoluzionario nel modo in cui la società, le Istituzioni e le famiglie si rapportano con le ragazze e i ragazzi. La strada verso una maggiore comprensione reciproca e sostegno passa attraverso l’ascolto attivo, la valorizzazione delle passioni giovanili e la creazione di spazi sicuri dove i giovani possano esprimere se stessi senza timore di giudizio. Le opportunità di socializzazione, l’accesso a sport, giochi e cultura sono non solo diritti fondamentali, ma anche pilastri essenziali per costruire una comunità inclusiva, felice.

In questo contesto, la politica e le politiche pubbliche giocano un ruolo cruciale.

È tempo di riconoscere che le soluzioni ai problemi dei giovani non possono essere imposte dall’alto, ma devono nascere da un dialogo costruttivo e da un vero impegno verso l’ascolto e la partecipazione attiva.

La sfida è grande, ma la ricompensa – una generazione di giovani fiduciosi, ben radicati nella loro comunità e capaci di affrontare il futuro con ottimismo – è immensamente più grande.

La strada da percorrere è chiara: ascoltare, comprendere e agire per costruire insieme il futuro che i nostri giovani meritano.

Immaginate una Sardegna dove ogni giovane si sveglia con una scintilla negli occhi, un luogo dove l’istruzione non è solo un percorso da seguire, ma una passione da vivere. Una Sardegna che si trasforma in un polo universitario d’eccellenza, dove i sogni, ad esempio, di agricoltura sostenibile, tecnologie marine, energie rinnovabili diventano realtà. Dove non solo studiano insieme, ma creano insieme, attraverso esperienze di lavoro retribuite che aprono porte in tutto il mondo e da tutto il mondo.

Immaginate una Sardegna dove nessun giovane si sente solo, dove la salute mentale è una priorità, non un tabù. Dove i centri di ascolto sprigionano speranza e le scuole diventano luoghi di sensibilizzazione e comprensione.

Dove non esistono NEET, perché ogni strada conduce a un’opportunità, dove le risse lasciano spazio al dialogo, e l’alcool non è più un rifugio, ma solo un compagno di brindisi per successi condivisi. Una Sardegna dove parlare apertamente e cercare aiuto sia la norma, non l’eccezione.

Immaginate una Sardegna dove l’emigrazione non è una necessità, ma una scelta, dove l’abbandono scolastico è un fantasma del passato, perché ogni giovane trova nella sua terra la passione per imparare e crescere. Una terra dove fare impresa non è un labirinto di ostacoli, ma un viaggio entusiasmante verso la realizzazione di sé. Dove diventare liberi professionisti non è un cammino solitario, ma un percorso costellato di sostegni e opportunità.

Sognate una Sardegna pioniera dell’innovazione e dell’imprenditorialità giovanile.

Dove gli incubatori di startup sono fucine di idee rivoluzionarie e le competizioni di innovazione accendono le sane sfide per un futuro sostenibile. Dove ogni giovane ha la possibilità di trasformare un’idea in un’impresa, supportato da una comunità che crede nel suo potenziale.

Desiderate una Sardegna vibrante di cultura, sport e tempo libero.

Dove i festival giovanili sono il cuore pulsante dell’isola e i programmi di scambio culturale aprono finestre sul mondo.

Una Sardegna che celebra la diversità, l’arte, la musica, lo sport, come strumenti di crescita personale e collettiva.

Immaginate una Sardegna che consente un futuro di opportunità lavorative concrete.

Dove le politiche non sono solo vuote promesse elettorali ma un impegni verso ogni giovane in cerca di una direzione, dell’autonomia, della felicità.

In questa campagna elettorale, non stiamo solo proponendo un programma.

Stiamo condividendo una visione, un sogno di una Sardegna che crede nei suoi giovani, che li vede non come speranza del futuro, ma come artefici del presente.

Un’isola dove ogni giovane può dire qui posso crescere, qui posso sognare, questa è casa mia.

 

Esaminiamo alcuni esempi di politiche pubbliche che hanno già dimostrato di essere efficaci altrove e che potrebbero essere adattate al contesto sardo:

  • Estonia: la trasformazione digitale dell’Estonia è un esempio eccellente di come un paese possa diventare un player tecnologico di rilievo, attirando giovani professionisti attraverso politiche favorevoli all’innovazione e all’imprenditorialità digitale.
  • Danimarca: il modello danese di welfare, che combina flessibilità lavorativa e sicurezza sociale (flexicurity), potrebbe offrire ispirazione per politiche lavorative che riducano la precarietà senza sacrificare la dinamicità del mercato del lavoro.
  • Canada: le politiche abitative del Canada, che includono incentivi per la costruzione di alloggi accessibili e sussidi per l’affitto per i giovani, potrebbero essere replicate per affrontare la crisi abitativa in Sardegna.

 

La Sardegna ha il potenziale per trasformarsi in un hub dinamico per i giovani di tutto il mondo, offrendo opportunità uniche di crescita professionale e personale in un contesto di elevata qualità della vita. Attraverso l’adozione di politiche pubbliche innovative, ispirate a esempi di successo internazionali e orientate verso il futuro, si possono superare i disagi che oggi affliggono i giovani in Italia e altrove. La strada da percorrere richiede impegno, visione e collaborazione tra tutti gli attori coinvolti, ma i benefici che ne deriverebbero per la Sardegna e per i suoi giovani sarebbero immensi.

In questa visione, il futuro non è qualcosa che accadrà domani, ma qualcosa che stiamo costruendo oggi, insieme.

Per una Sardegna che guarda avanti, con coraggio, innovazione e passione.

Uniamoci per accendere quella scintilla in ogni giovane.

Perché il loro futuro è il nostro futuro.

 

Un abbraccio,  Daniele

 

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