Cagliari, 13 novembre 2024
Mai più.
Non c’è posto per l’intimidazione nel futuro della Sardegna.
In Sardegna, ieri, si è verificato un fatto gravissimo.
La Giunta Regionale e il Consiglio Regionale sono stati oggetto di una diffida.
Un’azione che mira a intimidire l’organo legislativo e governativo autonomo della nostra isola, impedendogli di esercitare le proprie prerogative.
Tutto questo per evitare l’approvazione di una norma che disciplina l’uso del suolo per l’installazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile.
Questo atto è inaccettabile.
Non solo perché mette in discussione l’Autonomia della Sardegna, ma perché sfida i principi fondamentali di democrazia e partecipazione civile.
Come Sardegna 2050, condanniamo fermamente ogni tentativo di influenzare le scelte del legislatore attraverso mezzi intimidatori. Una legge che regola l’uso del suolo per impianti di energia rinnovabile non è una questione meramente tecnica, è un diritto e un dovere di chi è chiamato a rappresentare gli interessi di tutta la popolazione sarda.
È preoccupante che un privato, chiunque esso sia, tenti di impedire alla Sardegna di stabilire le regole per il suo territorio. Il futuro energetico della nostra isola è una questione che va ben oltre i profitti di una singola impresa. Stiamo parlando di decisioni che avranno un impatto diretto sul paesaggio, sulla sostenibilità economica e ambientale e sul benessere delle future generazioni. Questi temi devono essere decisi democraticamente, attraverso il confronto nelle sedi opportune e alla luce del sole, non piegandosi a pressioni esterne che minano la fiducia nelle istituzioni.
Sardegna 2050 difenderà sempre l’autonomia della nostra Isola nel costruire il proprio percorso verso un modello di sviluppo innovativo, equo e rispettoso dell’ambiente.
Con precisa osservanza.
Il Direttivo di Sardegna 2050



