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Movimenti sociali.

Cagliari, 26 aprile 2024

 

Movimenti sociali.

 

Nel contesto contemporaneo della Sardegna, come in molte altre regioni che si confrontano con sfide simili, emerge una riflessione profonda sul ruolo dei movimenti sociali e sull’attivazione delle classi sociali verso una partecipazione più attiva e consapevole. L’isola, con la sua unica miscela di tradizione e modernità, si trova a un bivio cruciale, dove il futuro sembra essere modellato tanto dalle dinamiche interne quanto da quelle globali.

 

Negli ultimi anni, abbiamo assistito a un progressivo spegnersi dei movimenti sociali, o peggio, alla loro repressione, sia in maniera diretta che attraverso l’indifferenza e l’inerzia. Questa diminuzione dell’attivismo è particolarmente preoccupante in quanto i movimenti hanno storicamente giocato un ruolo cruciale nell’attivare le classi sociali, portandole a rivendicare diritti e a migliorare le loro condizioni di vita. In assenza di questi, la marginalità cresce, diventando l’antitesi della partecipazione attiva.

 

La marginalità non è solo una condizione economica ma anche sociale e culturale. Essa impedisce alle persone di partecipare pienamente alla vita della loro comunità e della società più ampia. Questo isolamento è aggravato dal rafforzamento delle élite di potere, che senza una pressione costante e informata da parte delle classi lavoratrici e medie, diventano sempre più influenti e incontrastate. La mancanza di azione storica da parte delle classi, intesa come impegno collettivo per cambiamenti significativi, evidenzia una crisi di agenzia e di capacità di incidere sulle politiche e sulle decisioni che influenzano la vita quotidiana.

 

Per affrontare questi problemi, è essenziale che idealità, socialità e militanza siano rimessi in campo con generosità e forza. La Sardegna, come molti altri luoghi, necessita di rinnovare e rinvigorire il suo tessuto sociale e politico. Questo implica non solo la riattivazione di movimenti che possano articolare le aspirazioni e le necessità delle diverse classi sociali, ma anche la creazione di un sistema di relazioni più equo e partecipativo.

 

Mettere o rimettere in campo un sistema di relazioni significa costruire reti di solidarietà e di supporto reciproco, sviluppare piattaforme di dialogo tra diversi gruppi sociali e incentivare la partecipazione attiva in tutti i livelli decisionali. È fondamentale che tutti i settori della società sarda, dai giovani agli anziani, dalle imprese alle associazioni, dalle istituzioni educative alle organizzazioni non governative, siano coinvolti in questo processo.

 

Il futuro della Sardegna dipenderà dalla capacità di questi movimenti di ristabilire un senso di possibilità tra le persone.

Riaccendere la passione per il cambiamento sociale, economico e politico è fondamentale.

Solo così la Sardegna può sperare di superare le sfide presenti e di costruire un domani che rifletta le aspirazioni e le potenzialità di tutti i suoi abitanti.

 

Con fiducia, Nicola

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