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Nessuno indietro. Dalla parte degli ultimi.

Nell’epoca contemporanea, caratterizzata da rapidi cambiamenti tecnologici, economici e sociali, l’innovazione delle politiche sociali si rivela non solo necessaria ma imprescindibile per garantire il benessere collettivo e individuale. Questa trasformazione implica un ripensamento profondo delle strategie di intervento, orientandole verso maggiore inclusività, efficienza e sostenibilità. È cruciale, dunque, comprendere come e perché è importante innovare le politiche sociali, come e perché nessuno deve restare indietro, e come e perché difendere gli ultimi può rappresentare la chiave di volta per il progresso della società nel suo insieme.

L’innovazione nelle politiche sociali è fondamentale per rispondere efficacemente alle nuove sfide poste dalla globalizzazione, dall’invecchiamento della popolazione, dalla trasformazione del mercato del lavoro e dall’emergere di nuove forme di povertà e disuguaglianza. L’adozione di approcci innovativi consente di riformulare le risposte alle esigenze sociali emergenti, facendo leva su tecnologie avanzate, metodologie partecipative e modelli di governance collaborativa. In questo contesto, innovare significa anche sperimentare soluzioni capaci di intercettare e soddisfare i bisogni non ancora manifesti o insufficientemente coperti dalle politiche tradizionali.

La centralità del principio nessuno deve restare indietro nasce dalla consapevolezza che le disuguaglianze sociali ed economiche minano le basi della coesione sociale e della pace civile. Le politiche sociali innovative devono quindi mirare all’inclusione di tutti i cittadini, specialmente delle categorie più vulnerabili: minori, anziani, disabili, migranti, disoccupati. L’obiettivo è garantire pari opportunità di accesso ai servizi essenziali (sanità, istruzione, alloggio, lavoro) e promuovere l’integrazione sociale. Solo così è possibile costruire una società antifragile, capace di affrontare le sfide future con solidarietà e giustizia.

La difesa degli ultimi, ovvero delle persone più esposte al rischio di esclusione sociale, è eticamente doverosa e rappresenta anche un investimento strategico per il futuro della società. Integrare socialmente ed economicamente le fasce più deboli significa, infatti, liberare potenziali umani e professionali che altrimenti rimarrebbero inespressi, favorendo la crescita economica e lo sviluppo sostenibile. D’altro canto, le politiche sociali che si concentrano sugli ultimi stimolano l’innovazione sociale, generando soluzioni creative a problemi complessi che possono beneficiare l’intera comunità.

L’innovazione delle politiche sociali richiede un approccio olistico e multidisciplinare, che integri competenze diverse e valorizzi il coinvolgimento attivo dei cittadini e delle comunità.

L’uso di tecnologie digitali può migliorare l’accessibilità e l’efficacia dei servizi sociali, favorendo la personalizzazione degli interventi e la partecipazione attiva degli utenti. La collaborazione tra settore pubblico, imprese, terzo settore e università può generare sinergie preziose per lo sviluppo e l’implementazione di soluzioni innovative. L’adozione di approcci evidence-based, che si basano su dati e risultati scientificamente validati, consente di ottimizzare l’allocazione delle risorse e l’efficacia degli interventi. Il coinvolgimento delle comunità locali nella definizione e nell’attuazione delle politiche sociali aumenta la loro aderenza alle esigenze reali del territorio e promuove lo sviluppo di un tessuto sociale coeso e resiliente.

Senza trascurare l’importanza di un approccio partecipativo e co-progettuale alle politiche sociali. Attraverso il coinvolgimento diretto degli operatori, del Terzo Settore e dei cittadini, si apre la strada a un’innovazione sociale che parte dal basso, capace di rispondere in maniera efficace e mirata ai bisogni delle comunità locali. Questa modalità di intervento, insieme alla rigenerazione urbana e all’animazione culturale, dimostrano come l’innovazione possa essere un potente motore di coesione sociale e di sviluppo territoriale​​​​.

Le politiche di welfare non si misurano solo sulla base della quantità di risorse investite, ma anche sulla qualità della spesa: la regione Sardegna (dati dell’ultimo monitoraggio Welfare Italia index 2023) pur risultando la prima regione nel sud Italia, presenta indicatori di disagio sociale, dispersione scolastica, neet addirittura in aumento. Segnale della necessità di riorientare la spesa in interventi più efficaci e puntuali.

L’impegno personale e la condivisione di esperienze e competenze rappresentano altresì un pilastro fondamentale per l’innovazione delle politiche sociali. Impegno quotidiano e responsabilità individuale perché l’innovazione sociale è anche e soprattutto un percorso collettivo, alimentato dalla passione e dall’azione di ciascuno di noi​​.

Innovare le politiche sociali significa progettare un futuro in cui ogni individuo ha la possibilità di realizzarsi e contribuire al benessere collettivo, in una società che valorizza la diversità come risorsa e non come ostacolo. Questo implica non solo un impegno economico e politico ma anche un cambio di mentalità, orientato alla solidarietà, all’inclusione e alla sostenibilità. Il cammino verso l’innovazione sociale è complesso e sfidante, ma è l’unica via per costruire una società che non lasci nessuno indietro e che sia capace di affrontare con determinazione e speranza le sfide del futuro.

 

Con tutta l’energia che posso.

Vostro, Dimitri

 

 

 

 

 

 

 

 

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