Cagliari, 27 aprile 2024
Pace.
Gino Strada, fondatore di Emergency e chirurgo di guerra, era noto per la sua ferma condanna nei confronti dei conflitti armati. Egli sosteneva che “la guerra piace a chi non la conosce”, un’affermazione potente che riassume la distanza emotiva e cognitiva tra chi vive quotidianamente i suoi orrori e chi ne discute da lontano.
Per Strada, la guerra non era un evento astratto, ma una dolorosa realtà costellata di vittime innocenti. Spesso si dice che i conflitti siano necessari per difendere valori, sicurezza o per risolvere dispute irrisolvibili altrimenti. Tuttavia, il chirurgo evidenziava una verità cruda: indipendentemente dalle ragioni che portano a una guerra, le sue vittime sono in maggioranza civili. Circa il 90% delle vittime nei conflitti moderni, infatti, sono persone che non hanno alcun ruolo attivo nelle ostilità.
L’argomento di Strada tocca anche un altro aspetto cruciale: le guerre vengono spesso decise da una élite di ricchi e potenti, mentre a pagarne il prezzo più alto sono i più poveri e i più vulnerabili della società. I figli dei meno abbienti vengono mandati al fronte, spesso senza una comprensione completa delle dinamiche politiche che hanno scatenato il conflitto.
Molti di loro non hanno mai tenuto in mano neanche un’arma.
In questo contesto, Strada non solo criticava la guerra, ma invitava anche a una mobilitazione globale per la pace. La sua visione era quella di un mondo dove le controversie vengono risolte attraverso il dialogo e la comprensione reciproca, non attraverso la violenza. Questo appello alla pace perpetua non è solo un ideale utopico, ma una necessità urgente per prevenire ulteriori sofferenze.
Il messaggio di Gino Strada è più attuale che mai in un’epoca in cui i conflitti globali continuano a emergere e a riproporsi. Richiama l’umanità a riflettere sul vero costo della guerra e sull’importanza di costruire insieme un futuro di pace. È un invito a guardare oltre gli interessi immediati e a riconoscere l’umanità condivisa che ci lega tutti, un appello a lottare non per la supremazia, ma per la coesistenza pacifica.
Con fiducia, Nicola



