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Per amor di verità

Cagliari, 7 dicembre 2023

Per amor di verità.

Avendola vissuta in prima persona, sentito con le nostre orecchie, visto coi nostri occhi, sempre in presenza di altre persone perbene, essendoci i verbali e le registrazioni.

 

C’è l’urgenza di intervenire per arginare la deriva della politica regionale ed invertire le sorti dell’isola. Non siamo condannati ad estinguerci né ad essere periferici e marginali.

Per questo ci impegniamo in politica. Perché l’impegno sociale se non fa il passo non incide. E ci sono tante persone che lo stanno facendo in maniera energica e spassionata.

Ma, purtroppo, bucano di più le false notizie, le distorsioni dell’accaduto e non l’oggettività dei fatti, la cui correzione dovrebbe essere il compito principale di chi si occupa di informazione e comunicazione.

Non è una questione di marketing, la Politica vera.

Gli elettori non sono clienti da convincere in un libero mercato, piegando il loro convincimento con le neuroscienze. O peggio.

 

Tentiamo, quindi, di ripristinare la verità.

 

La candidatura di Alessandra Todde è imposta da Roma.

Falso. Costruito ad arte.

Tutte le sigle della coalizione di centro sinistra hanno deciso insieme, autonomamente, stabilendo il come farlo, con quali regole, su quale profilo, ivi compresa la capacità a sua volta di indipendenza rispetto ai tavoli romani. Il patto romano non è mai esistito.

Dopo l’indicazione della Todde sono peraltro già avvenute le sue dimissioni da vicepresidente M5S ed ha già dichiarato, impegnandosi, che si dimetterà dal Parlamento italiano dopo le elezioni regionali, a prescindere dal loro esito.

 

Non avete accettato le primarie, non avete sondato la volontà popolare.

Falso. Costruito ad arte.

Tutte le sigle della coalizione di centro sinistra hanno deciso insieme, dopo aver dibattuto in merito.

In Sardegna le primarie di coalizione non sono mai state fatte e non esistono regole condivise per un loro svolgimento democratico e trasparente. Per organizzarle sarebbe stato necessario prevederle non meno di un anno fa. La democrazia partecipativa è una cosa seria e non può essere improvvisata. Nessuna delle sigle si è detta contraria per principio alle primarie, ma abbiamo sottolineato che sono uno strumento che negli anni ha alimentato il personalismo e la cultura dell’uomo solo al comando, che ha indebolito la democrazia. Inoltre, è contraddittorio auspicare il ritorno della politica e, contestualmente, delegare le decisioni difficili al popolo delle primarie. Le primarie, in molti casi, hanno alimentato divisioni insanabili e il non voto. Infatti, spesso, i sostenitori del candidato perdente si rifiutano di votare l’avversario vincente.

 

La Todde era un esito scontato perché era l’unico nome.

Falso. Costruito ad arte.

Tutte le sigle potevano avanzare candidature che, però, non sono emerse.

Chi ha chiesto le primarie, peraltro ex post, si è chiamato fuori dalla selezione non accettando il metodo democratico individuato dalla nostra Coalizione, composta da partiti e movimenti che non sono circoli ristretti, perché hanno regole di democrazia interna che li rende rappresentativi dei loro iscritti.

Non si può da un lato scegliere una classe dirigente per poi far finta che regole e metodi e percorsi democratici non servono a nulla.

 

Avete pensato solo alla scelta della candidata e non ai problemi della Sardegna.

Falso. Costruito ad arte.

La Coalizione si è costituita il 7 luglio 2023, con 19 forze politiche, che hanno deciso di procedere, da subito, all’elaborazione di una base programmatica per la Sardegna, prima della scelta del Candidato/Candidata. Da fine agosto il tavolo della coalizione, all’unanimità, ha scelto di costituire una cabina di regia del programma, che ha lavorato da settembre per lavorare agli indirizzi politici prima ed all’elaborazione della bozza di base programmatica poi. Cosa che è avvenuta in maniera trasparente, in presenza ed on line, sono stati costituiti 10 gruppi di lavoro, ciascuno con un coordinatore super parte, sono stati coinvolti molti esperti da ciascuna delle sigle, oltre 120 persone. Nei primi giorni di novembre è stato presentato il suo lavoro, cioè un documento aperto, di oltre 170 pagine che sta già servendo, essendo ricevibili osservazioni, aggiunte, emendamenti, per il coinvolgimento più ampio possibile di popolazione e portatori di interessi e rappresentanze altre. Cosa che è in corso d’esecuzione e che vedrà non meno di 60 incontri in tutti i territori dell’isola.

Decisione presa da tutte le sigle, ma rinnegata da alcune di esse solo recentemente.

 

Non avete ascoltato gli appelli delle sigle uscenti che chiedevano le primarie.

Falso. Costruito ad arte.

Fin quasi a fine ottobre queste sigle erano nella Coalizione, condividevano tutte le decisioni prese collegialmente e lavoravano al programma. Prime tra tutte la definizione dei criteri e delle condizioni per la scelta del candidato/candidata in modo politico ed il lavoro alla Base programmatica. Quando Renato Soru si è autocandidato queste stesse forze avrebbero dovuto chiedergli almeno due cose: 1) dimettiti dal PD, visto che il PD non intende candidarti, così che noi possiamo proporre il tuo nome alla Coalizione; 2) renditi disponibile ad essere valutato insieme a Alessandra Todde e altri eventuali candidati. Così non è stato, anzi, hanno alimentato la decisione divisiva di Soru schierandosi con Lui.

 

Non avete preso in considerazione altri potenziali candidati.

Falso. Costruito ad arte.

Nessuno, primo tra tutti Renato Soru era escluso a priori. Il problema è che nessuno si è fatto avanti; nessuno oltre Alessandra Todde, ha avuto l’umiltà di sottoporsi ad una valutazione di partiti e movimenti democratici e rappresentativi che, la Costituzione Italiana, riconosce come veri garanti della democrazia.

 

 

La Sardegna ha bisogno di unità. Non volete ricomporre.

Falso. Costruito ad arte.

Serve chiarire due cose:

1)  la Coalizione è ampia e unita: 14 sigle che coprono tutto lo spettro politico del centro sinistra più M5S, Civismo, Autonomisti e Indipendentisti moderati: PD, M5S, Demos, Alleanza Rosso Verde, Socialisti, Fortza Paris, Centro Democratico, La Base, Orizzonte Comune, Sinistra Futura, Sardegna 2050, Insieme, A Innantis, Italia in Comune;

2) intorno all’autocandidatura di Renato Soru convergono, per ora: il suo vecchio movimento Progetto Sardegna, Progressisti, + Europa, Liberu e UPC.

Questo dimostra chi è scissionista e chi no, chi è rappresentativo della pluralità e chi meno.

Ciò detto, è evidente che un passo indietro di Alessandra Todde sarebbe un errore, perché:

1) rinnegherebbe il faticoso confronto che ha portato 13 forze politiche a convergere su di Lei e sancirebbe la morte della democrazia rappresentativa;

2) umilierebbe gli elettori del centro sinistra che si riconoscono nelle 13 forze politiche, perché prevarrebbe la volontà di una minoranza.

3)   aumenterebbe il conflitto all’interno del centro sinistra sardo.

Spetta però alla Coalizione il compito tentare ricomporre il campo e aprirsi al confronto su cosa fare per la Sardegna. Prima la politica e i bisogni dei sardi, poi le persone. Ben vengano, quindi, i contributi ideali e propositivi di Soru, di Milia, e di tutti coloro che intendono contribuire alla rinascita della nostra isola.

 

Siete solo un ristretto gruppo che chiuso in una stanza ha deciso per la candidatura e per il programma.

Falso. Costruito ad arte.

Così veniamo dipinti dalla propaganda che, però, omette di dire che la Coalizione, il programma da discutere a livello popolare lo ha già predisposto, Renato Soru no, a meno che non si intendano programma generiche dichiarazioni fatte da un palco.

Siamo un circolo ristretto?

–          14, tra Partiti e Movimenti politici sarebbero un circolo ristretto?

–          Partiti e movimenti antifascisti, repubblicani, europeisti, progressisti, solidaristici, cattolico progressisti, socialisti, autonomisti e indipendentisti sono un circolo ristretto?

–          Centinaia di dirigenti eletti in congressi democratici, militanti, donne, uomini, giovani e tutti gli iscritti dei 14 partiti della Coalizione sono un circolo ristretto?

Oppure è circolo ristretto, anzi, ristrettissimo:

–          una sola persona, facoltoso imprenditore nel campo della tecnologia, che fa politica da oltre 20 anni e si autopropone?

–          una manciata tra partiti e movimenti, riuniti intorno ad una sola persona?

–          chi dice di avere idee e programmi rivoluzionari che nessuno ha mai visto, letto, tantomeno, contribuito a scrivere?

Le riunioni della Coalizione hanno visto partecipare due/tre rappresentanti per sigla che, dopo, relazionavano i rispettivi organismi democratici. Le decisioni, quindi, non erano di poche persone ma di centinaia. Altro che pochi a decidere di fronte al caminetto!

La base programmatica è stata scritta da oltre 120 persone ed esperti, sulla base dei problemi della Sardegna, dei dati di realtà, dei lavori già predisposti da partiti e sviluppato sulla traccia dell’Agenda 2030. A breve questa base programmatica sarà discussa in oltre 60 incontri sui territori, con le associazioni, i portatori di interesse e singole persone dai quali si acquisiranno proposte e idee per costruire un Programma, condiviso e partecipato.

Una bella differenza da chi propone le sue personali idee, rispettabilissime, ma pur sempre personali e non condivise con nessuno. Chi è partecipativo e chi no?

 

Ci permettiamo una provocazione, che in molti fanno ma, non si capisce perché, è sempre a bassa voce.

Un imprenditore come Soru, in tempi nei quali, anche in Sardegna, si spenderanno centinaia di milioni pubblici nel suo settore, se si candida a presiedere una Regione è in conflitto di interessi?

Ma Soru, candidato senza primarie per ben due volte, dimessosi prima della fine del primo mandato (avendolo eseguito in maniera diciamo discutibile e sicuramente conflittuale), perdente nel secondo giro contro Cappellacci, evanescente sia come consigliere regionale (è stato il capo dell’opposizione?) sia come eurodeputato, già segretario regionale del PD e già proprietario dell’Unità (ed in entrambi i casi sappiamo com’è andata), assente da molti anni dalla politica … rimanendo sugli aspetti macro …

E’ davvero un buon candidato alla presidenza?

E’ davvero uno che  può pontificare sulla moralità, sulla competenza e sui contenuti degli altri?

E’ davvero uno che si può permettere di pontificare sulle scelte metodologiche degli altri?

Oppure è un politico datato, con evidenti limiti politici  di cui ha già dato ampia e comprovata dimostrazione?

 

Nella speranza di essere stati chiari e rimanendo a disposizione per ogni discussione in merito, andiamo a incontrare le persone, ascoltare i loro bisogni, a proporre il nostro programma ed a conquistare la loro fiducia e il consenso alle urne, che sono e rimangono gli aspetti più rilevanti, perché solo spiegando la base programmatica alle persone e solo andando nei territori, forse riusciamo a portare le persone al voto.

Ed a convincerle a votare per noi.

 

Un caro saluto

Nicola Pirina – Sardegna 2050

Mario Arca – Demos

Antonio Secchi – Insieme

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