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Pillole sul Mediterraneo – N. 2

Pillole sul Mediterraneo – N. 2

Un partenariato pubblico-privato per una strategia sarda nel Mediterraneo

Considerata la complessità per le PMI sarde nell’affrontare autonomamente i mercati dei paesi della sponda Sud del Mediterraneo è importante esplorare percorsi che prevedano un approccio sistemico e territoriale anziché individuale.

Un caso interessante è quello della Catalogna e della sua capitale, Barcellona, che nel tempo ha costruito un forte posizionamento nelle relazioni di cooperazione euro-mediterranea. Pur consapevoli della diversa dimensione economica rispetto alla Sardegna, è da osservare che la Catalogna ha raggiunto questo posizionamento sfruttando un approccio unico, che integra sia il settore pubblico che quello privato. Questa collaborazione sinergica ha contribuito significativamente alla costruzione di relazioni solide e proficue con i paesi del Mediterraneo, posizionando la Catalogna come un attore chiave in questa regione dinamica e in rapida evoluzione. Il governo regionale, insieme alle camere di commercio e al mondo accademico, hanno lavorato in stretta collaborazione per sviluppare strategie e iniziative volte a promuovere lo sviluppo economico e sociale della regione, nonché a favorire la cooperazione con i paesi del Mediterraneo. Le camere di commercio hanno svolto un ruolo fondamentale in questo processo, fungendo da ponte tra il settore privato e il governo regionale. Grazie alla loro presenza sul campo e alla loro conoscenza approfondita delle dinamiche commerciali, hanno facilitato l’accesso alle opportunità di business nei paesi mediterranei e hanno promosso la collaborazione tra imprese locali e partner internazionali[1].

Sebbene le condizioni di partenza, sia economiche che del quadro istituzionale, siano decisamente diverse da quelle della Catalogna, emergono spunti decisamente interessanti per delineare una strategia di sviluppo nel Mediterraneo per la Sardegna. L’Isola ha alcuni punti di forza dai quali partire. Sul versante pubblico, ormai da oltre 15 anni la Commissione Europea ha affidato alla Regione Sardegna la gestione del principale programma europeo di cooperazione euromediterranea (denominato ENPI sino al 2013, ENI CBC MED sino al 2020, Interreg NEXT MED dal 2021 e sino al 2027) e una dotazione di oltre 500 ML di euro[2]

Tra le istituzioni espressione del settore privato, la Camera di Commercio di Cagliari-Oristano è vicepresidente e membro attivo dell’Associazione delle Camere di Commercio del Mediterraneo, che raggruppa oltre 300 camere di tutti i paesi dell’area mediterranea, e sin dall’inizio è stato promotore di diversi progetti di cooperazione finanziati dai programmi ENPI e ENI CBC MED. Partendo da queste basi e sviluppando un approccio integrato che faccia funzionare insieme le due eliche (Regione e Camere di Commercio;  il mondo accademico ed il terzo settore potrebbero essere la terza e la quarta elica), la Sardegna può costruire una reputazione di affidabilità e competenza nella cooperazione euro-mediterranea, eventualmente focalizzandosi sulla sfida comune della sostenibilità sulla quale può vantare una vocazione naturale, grazie al suo ambiente di alto pregio e poco antropizzato.

L’abilità nel coinvolgere sia il settore pubblico che quello privato può fornire una base solida per lo sviluppo di progetti e iniziative concrete che:

  • consentano di superare i limiti dimensionali delle imprese sarde;
  • valorizzino le eccellenze imprenditoriali e scientifiche dell’Isola;
  • facciano crescere la Sardegna quale piattaforma logistica tra l’Europa ed il Nord Africa, anche sfruttando i vantaggi della ZES, facilitando in questo modo anche le opportunità di business per le imprese sarde;
  • costruiscano, dal basso, percorsi di dialogo e di pace tra i popoli del Mediterraneo;
  • generino, in ultimo, impatto sull’economia, sull’occupazione e anche su altri fattori, come l’incremento demografico (favorendo i flussi migratori regolari) ed il multiculturalismo.

 

Emanuele Cabras

 

Estratto dall’articolo “Gli scambi tra la Sardegna e i Paesi MENA: le esperienze delle imprese sarde e le prospetti-ve possibili” tratto dal “Rapporto la Sardegna e il Mediterraneo 2024”, realizzato dall’Università di Cagliari, su un’idea dell’ISPROM ed il finanziamento della Fondazione di Sardegna.

[1] Per fare qualche esempio, la MedaWeek Barcelona (www.medaeconomicweek.org) è un evento annuale dedicato alla promozione internazionale della regione mediterranea, occasione di confronto sul tema dello sviluppo socio-economico dei paesi mediterranei, attraverso un’ampia gamma di forum. L’evento è organizzato da ASCAME, Associazione delle Camere di Commercio del Mediterraneo, e dalla Camera di Commercio di Barcellona, in collaborazione con altri partner istituzionali. Il SIL, Salone Internazionale di Logistica (www.silbcn.com), organizzato dal Consorzio Zona Franca di Barcellona, vede il coinvolgimento di ASCAME e rappresenta il punto di riferimento per gli operatori dei trasporti e della logistica, pubblici e privati, del bacino mediterraneo.

[2] Per avere un’idea dell’importanza a livello europeo dell’Autorità di Gestione del Programma Interreg NEXT MED, localizzata a Cagliari, si consideri che gestisce un budget destinato a progetti di cooperazione di 230 Milioni di Euro da realizzarsi nel periodo 2021-2027 (una media annua di 32 Milioni), mentre l’Unione per il Mediterraneo, con sede a Barcellona, ha annualmente una dotazione di appena 4,2 Milioni di Euro, tra l’altro destinati principalmente ad attività di assistenza tecnica ed eventi.

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