Pillole sul Mediterraneo
Alcune esperienze di imprese sarde
I dati ufficiali sulle esportazioni sarde, oltre a dirci che importiamo petrolio grezzo ed esportiamo prodotti petroliferi raffinati, poco altro fanno emergere sui rapporti commerciali intrattenuti dalle imprese sarde con i Paesi della sponda Sud
del Mediterraneo. Perciò, per provare a capire se la posizione geografica della Sardegna, situata al centro del Mediterraneo occidentale, possa favorire la cooperazione economica con i Paesi mediterranei, è utile esaminare le esperienze
di alcune imprese sarde in questi mercati.
La prima esperienza riguarda il settore delle costruzioni, dove una società sarda di rilievo nazionale, l’Impresa Pellegrini S.r.l., 78 Milioni di euro di ricavi nel 2022, ha avviato nel 2014 una sede in Tunisia dove ha acquisito importanti commesse nel
settore infrastrutturale stradale. La più importante, la realizzazione di un tratto di 21 km dell’autostrada da Kettana a Mareth, nel Governatorato di Gabes, Sud della Tunisia. Un’infrastruttura strategica, in quanto necessaria per collegare la capitale
con il sud del Paese e, soprattutto, con la Libia, con la quale gli scambi di merci e persone sono rilevanti e, peraltro, determinanti per l’economia tunisina.
Dall’esame dei bilanci societari dal 2014, anno di avvio dell’ iniziativa, al 2022, si legge che nonostante la società abbia sviluppato in Tunisia un giro d’affari di rilievo, i risultati economici sono stati decisamente negativi. Tali risultati danno
evidenza delle difficoltà che l’impresa ha incontrato nel realizzare le proprie attività in un ambiente nuovo e, soprattutto, complesso che, nonostante l’alta professionalità e la lunga esperienza settoriale, non le ha consentito di avere le
prestazioni che normalmente ha nei mercati europei dove opera.
Un’altra esperienza è quella realizzata dal Gruppo Grendi nel settore dei trasporti marittimi e della logistica. Il gruppo ha alle spalle una lunga storia imprenditoriale nel trasporto navale e terrestre delle merci dal continente alla Sardegna. Nel 2022
ha registrato un giro d’affari consolidato di quasi 89 Milioni di euro, cresciuto a quasi 100 Milioni nel 2023. Il gruppo ha lanciato nel maggio 2023 il nuovo magazzino da 10.000 m2 nella Zona Economica Speciale (ZES) di Cagliari,
denominato “MITO – Mediterranean Intermodal Terminal Operator”. Il Gruppo ha un forte orientamento verso lo sviluppo nei Paesi della sponda Sud del Mediterraneo. Oltre ad altre esperienze, nel 2023 il Gruppo Grendi ha riattivato
con una propria nave il collegamento marittimo con il Nord Africa grazie ad un accordo con l’operatore internazionale Maersk che sbarca a Cagliari i container affidandoli al Gruppo Grendi che garantisce i collegamenti di andata e ritorno con
la Tunisia, porto di Radès, con il Marocco, porto Tangermed, e con l’Algeria, porto di Annaba. Con un altro partner internazionale, la Cma Cgm, viene invece garantito il collegamento tra il terminal MITO e Malta. Il terminal container
internazionale del Gruppo Grendi a Cagliari, grazie alla sua posizione centrale nel Mediterraneo, intende perciò posizionarsi come piattaforma ideale per la distribuzione efficiente e veloce delle merci su un’area che vede alcuni tra i
principali mercati della sponda Sud in un raggio di sole 400 miglia nautiche.
Un’ altra esperienza la ritroviamo nel settore dei materiali da costruzione. Si tratta della FIBERPLAST, impresa con sede a Cagliari specializzata nella fabbricazione di tubazioni e serbatoi in vetroresina e in materiale termoplastico. Con un giro
d’affari di 6,5 Milioni di euro nel 2022, FIBERPLAST, grazie all’innovatività dei suoi processi, progetta, realizza e distribuisce in oltre 30 paesi al mondo prodotti tailor-made secondo le esigenze dei clienti, per centrali elettriche, industrie
chimiche, petrolchimiche, power, aerospaziali e navali. Il modello di export è basato principalmente su rapporti consolidati con importanti contractor internazionali del settore infrastrutturale. È proprio attraverso un importante
contractor che nel 2018 la FIBERPLAST aveva acquisito una commessa da oltre 4 milioni di euro in Egitto, nell’ambito della costruzione a Sokhna (sul Mar Rosso, 140 km a sud di Suez) di un importante impianto di produzione di fertilizzanti, nel
quale il governo egiziano ha investito un miliardo di euro. L’ appalto di FIBERPLAST
ha riguardato la progettazione e la realizzazione di 70 km di tubazioni in vetroresina e di circa 25 serbatoi, di cui è stata curata anche l’installazione attraverso le maestranze aziendali che hanno formato il personale locale. L’Egitto,e in generale tutto il nord Africa, rappresenta un mercato strategico per quest’impresa sarda perché ci sono importanti progetti di costruzione di impianti di trattamento acque, impianti chimici e oil&gas e acquedotti, tutti settori in cui la
FIBERPLAST è altamente specializzata. Un mercato che va sempre più orientandosi verso il trasferimento delle tecnologie e del know-how e meno verso la sola produzione.
Da queste poche esperienze, emergono alcune considerazioni di rilievo. Anzi tutto, trattandosi di paesi con una crescita del PIL a doppia cifra (il PIL medio nel 2021 ha registrato un +11,6% rispetto al 2020) e con una dotazione
infrastrutturale ancora limitata, vi sono opportunità importanti connesse proprio alla realizzazione di nuove infrastrutture necessarie a sostenerne lo sviluppo. Non è perciò un caso che due delle esperienze delle imprese sarde appena raccontate
riguardino la realizzazione di nuove infrastrutture strategiche. Al contempo, la bassa capacità reddituale media rende poco interessanti alcuni mercati per determinate tipologie di prodotti sardi, come ad esempio quelli agroalimentari di
alta qualità.
Tra le criticità, la complessità ambientale e istituzionale, insieme all’instabilità politica, di questi Paesi rappresenta una sfida significativa per lo sviluppo di relazioni commerciali stabili e sostenibili.Certamente, tutto ciò porta a concludere che le imprese che autonomamente intraprendono in questi mercati devono avere la capacità economico e finanziaria
di investire in progetti complessi e, quantomeno, di medio termine.
L’ inconsistenza dei flussi commerciali al di fuori del settore petrolchimico e le dimensioni superiori alla media regionale delle poche imprese sarde coinvolte in relazioni commerciali con i Paesi della sponda Sud del Mediterraneo sollevano
dubbi sulla capacità delle imprese sarde, specialmente quelle di piccole dimensioni, di operare autonomamente in questi mercati.
Pertanto, è importante esplorare percorsi che possano facilitare lo sviluppo di imprese più piccole in questi Paesi, magari attraverso un approccio sistemico e territoriale anziché individuale.
Emanuele Cabras
Estratto dall’articolo “Gli scambi tra la Sardegna e i Paesi MENA: le esperienze
delle imprese sarde e le prospetti-ve possibili” tratto dal “Rapporto la Sardegna e il
Mediterraneo 2024”, realizzato dall’Università di Cagliari, su un’idea dell’ISPROM
ed il finanziamento della Fondazione di Sardegna.



