Popolazione

Cagliari, 4 aprile 2024

 

Popolazione.

L’ultima ricerca presentata qualche giorno fa dal Sole 24 Ore, esattamente il 17 Marzo, getta una luce preoccupante sul fenomeno dello spopolamento che affligge l’Italia, rivelando una realtà complessa e sfaccettata che va oltre il semplice declino demografico. Quest’analisi dettagliata non solo conferma la crescente percentuale di comuni che vedono una diminuzione della popolazione, ma mette in evidenza anche l’invecchiamento progressivo dei residenti, con un particolare focus sulle aree più interne del Paese.

Le zone rurali, definite come comuni più periferici in termini di accesso ai servizi essenziali quali salute, istruzione e mobilità, coprono oltre il 58% del territorio nazionale. In questi luoghi, meno di un quarto della popolazione italiana trova la propria residenza, sebbene non necessariamente vi abiti in maniera stabile. Questo spiega l’allarme lanciato dal Centro di Ricerca per le Aree Interne e gli Appennini (ArIA), che sottolinea come l’assenza di servizi essenziali acceleri i processi di spopolamento e impoverimento, con un impatto particolarmente negativo sui giovani e sull’età media della popolazione.

Basilicata, Molise e Calabria emergono come le regioni più colpite da questo fenomeno, con una percentuale di centri in forte spopolamento che supera il 58%. Al contrario, regioni come il Trentino-Alto Adige e l’Emilia-Romagna dimostrano una resilienza maggiore, grazie a una percentuale significativa di comunità in crescita. Ciò nonostante, anche nelle aree meno affette dal declino demografico, la presenza di paesi che sperimentano una diminuzione della popolazione rimane un problema non trascurabile.

L’analisi mette inoltre in rilievo il grave invecchiamento della popolazione nelle aree più colpite dallo spopolamento. In Molise, ad esempio, la percentuale di realtà con una maggioranza di residenti over 80 supera il 50%. Questa tendenza, che si riflette in una crescente pressione sui servizi sanitari e assistenziali, richiede un’azione immediata per garantire una qualità della vita accettabile per gli anziani che popolano queste aree.

Nonostante le difficoltà, la ricerca suggerisce anche che la soluzione al problema dello spopolamento e dell’invecchiamento della popolazione potrebbe venire dall’innovazione tecnologica e dall’adozione di modelli di lavoro e di studio a distanza, come dimostrato dall’esperienza della pandemia di COVID-19. Tale approccio potrebbe aiutare a mantenere viva l’attrattiva delle aree interne, rendendole più accessibili e meno isolate.

In conclusione, l’indagine del Sole 24 Ore sottolinea l’urgente necessità di un impegno congiunto da parte delle istituzioni, della comunità scientifica e della società civile per affrontare le sfide poste dallo spopolamento e dall’invecchiamento della popolazione nelle aree interne dell’Italia. Solo attraverso una strategia coordinata che includa investimenti in servizi essenziali e l’adozione di tecnologie innovative sarà possibile invertire questi trend preoccupanti e garantire un futuro sostenibile per tutte le regioni del paese.

 

Con attenzione, Nicola

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