Home 9 Opinioni e Interviste 9 società 9 SUBITO LA LEGGE ELETTORALE E IL NUOVO STATUTO

SUBITO LA LEGGE ELETTORALE E IL NUOVO STATUTO

Cagliari, 26 aprile 2024

 

SUBITO LA LEGGE ELETTORALE E IL NUOVO STATUTO

Senza voler mettere fretta alla Giunta e al Consiglio regionale appena insediati, è del tutto evidente che il pensiero prima e l’azione dopo devono andare a due adempimenti improcrastinabili: la riforma della legge elettorale e la riscrittura dello Statuto d’Autonomia. Questi due provvedimenti devono essere affrontati, e possibilmente esitati, entro il primo anno della legislatura. La storia ci insegna che rimandare ad un tempo successivo, quando gli interessi egoistici e personalistici dei partiti e dei singoli diventano prevalenti, significa vanificarne l’approvazione e di conseguenza tradire gli impegni sottoscritti con gli elettori. Questo obbiettivo può essere raggiunto se l’esecutivo e il legislativo lavorano in sintonia, senza dividersi intorno alla primazia dell’uno o dell’altro.

A questo proposito è giunto il momento di avviare una riflessione franca, spietata, sui limiti politici e culturali, sulle piccole e grandi miserie che impediscono di portare a compimento il raggiungimento di questi due importanti obbiettivi. Da oltre dieci anni per quanto riguarda la legge elettorale e da almeno trent’anni per la riscrittura del nuovo Statuto, all’enfasi e alla demagogia dell’annuncio fa seguito l’inconcludenza più totale. Il primo atto deve essere la modifica della legge statutaria elettorale approvata nel 2013: un obbrobrio incostituzionale e antidemocratico che nega rappresentatività a parti importanti della società sarda e ad ampie porzioni del territorio regionale. La nuova legge dovrà essere incardinata in un sistema elettorale proporzionale che elimini esosi sbarramenti che confliggono con i dettami costituzionali.

La riscrittura dello Statuto deve prendere atto che la società sarda è percorsa da un bisogno, sia pure generico ed indistinto, di autodeterminazione. L’idea che i sardi possano anelare a prendere nelle proprie mani le sorti del loro destino è più diffusa di quanto si creda. In tutti questi anni la voglia di autodeterminazione è cresciuta di pari passo con il venir meno della fiducia nell’Autonomia speciale.

Bisogna però uscire dalla indeterminatezza ed iniziare a definire obbiettivi, contenuti e percorsi, prima che altri possano decidere per noi (vedi Autonomia differenziata). Il nuovo Statuto deve sancire un nuovo patto di rango costituzionale tra la Sardegna e lo Stato italiano. Un patto tra eguali, senza vincoli gerarchici. Mentre sul piano sostanziale deve contenere più poteri su tutte le questioni dove più incidente ed invasiva è la presenza dello Stato: servitù militari, energia, paesaggio, ambiente, ruolo internazionale della Sardegna. Un patto che assicuri all’isola la possibilità di dialogare, da pari a pari, e senza timidezze con l’Europa e con la sponda sud del Mediterraneo. Solo così la Sardegna potrà contribuire, da protagonista, alla costruzione di una Europa incentrata sulla generosità dei popoli e sempre meno sull’egoismo degli Stati. La Sardegna che, forte della sua strategica collocazione geografica, diventa il motore di una nuova prospettiva euro-mediterranea: il ponte ideale tra le più importanti culture e religioni che si affacciano e si fronteggiano da sempre nel Mediterraneo.

La Sardegna deve diventare la protagonista di un nuovo e proficuo dialogo tra l’Europa, il Medio Oriente e l’Africa, volto a creare uno spazio di solidarietà, sicurezza, pace, sviluppo.  Queste sono alcune delle priorità che dovranno caratterizzare la nuova legislatura regionale. Una legislatura finalmente costituente. Tutto questo necessita di visione, cultura, ambizione, determinazione, generosità. Sarebbe sbagliato se la Giunta e il Consiglio, per raggiungere questi importanti traguardi, pensassero di rinchiudersi nelle pur comode stanze del palazzo, quello di viale Trento e quello di via Roma. Decisiva sarà la capacità di aprirsi e di coinvolgere la società civile: il mondo della cultura, gli intellettuali, la scuola, l’università, le forze sociali ed imprenditoriali. Quella parte della società sarda che, in tutti questi anni, è stata esclusa, emarginata, annichilita.

 

Massimo Dadea

ARTICOLI RECENTI

Demoni.

Demoni.

Cagliari, 27 maggio 2024   Demoni.   Quando i sogni falliscono e ci troviamo circondati da persone che ci deludono o ci danneggiano, cerchiamo spesso rifugio negli affetti familiari o nelle amicizie più strette. Tuttavia, anche chi ci vuole aiutare può avere...

Ci sono. Ci siamo.

Ci sono. Ci siamo.

Cagliari, 23 maggio 2024   Ci sono. Ci siamo.   In un mondo sempre più frenetico e individualista, è facile perdere di vista l'importanza della solidarietà e del sostegno reciproco. Tuttavia, è proprio nei momenti di difficoltà che il valore delle reti...

Bisogna sforzarsi di fare meglio. 

Bisogna sforzarsi di fare meglio. 

Cagliari, 23 maggio 2024   Bisogna sforzarsi di fare meglio.    E a volte di fare e basta. Questo mondo è troppo grande per avere sogni piccoli. La Sardegna si trova a un bivio cruciale. Per anni, l’isola ha vissuto una sorta di stasi economica e sociale,...

ARGOMENTI

Non c'è ancora contenuto da mostrare.