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The winner is?

Cagliari, 29 maggio 2024

 

The winner is?

 

Nella cultura popolare, il concetto di “The winner takes it all” suggerisce che il vincitore ottiene tutto, mentre il perdente viene lasciato con nulla. Questa visione, resa celebre dalla famosa canzone degli ABBA, riflette un’idea di trionfo totale e di sconfitta completa, una dicotomia che spesso risuona nella società odierna, dove il successo è idolatrato e l’insuccesso stigmatizzato. Ma la realtà è molto più complessa e sfumata di quanto questa massima possa farci credere.

Esaminando la storia, ci si rende conto che non sono solo i vincitori a scriverla. Infatti, la narrazione storica è un tessuto intricato, composto non solo dai racconti di chi ha trionfato, ma anche dalle voci di chi ha perso, sofferto e resistito. I vincitori, certamente, hanno spesso avuto la possibilità di plasmare le cronache a loro vantaggio, presentando una versione dei fatti che esalta le loro gesta e minimizza le conquiste degli avversari. Tuttavia, nel corso del tempo, emergono sempre più testimonianze, documenti e narrazioni alternative che offrono una visione più equilibrata e complessa del passato.

Pensiamo alla storia dei popoli colonizzati, i cui racconti di resistenza e sopravvivenza sono stati a lungo oscurati dalle narrazioni dei colonizzatori.

Come in Sardegna.

Solo negli ultimi decenni, grazie agli studi postcoloniali e alle rivendicazioni dei discendenti di quei popoli, si sta recuperando una parte essenziale di storia che era stata volutamente messa da parte. Gli sconfitti, quindi, non sono del tutto scomparsi, le loro storie sono state semplicemente sepolte, pronte a riemergere alla luce della ricerca storica e della volontà di dare voce a chi era stato messo a tacere.

Ma cos’è la storia, se non un continuo dibattito tra memorie contrastanti, una ricerca incessante della verità che non può mai essere completamente oggettiva?

La storia è fatta di fatti, certo, ma anche di interpretazioni, di prospettive diverse che si confrontano e si scontrano.

Ogni epoca riscrive la storia alla luce delle proprie esigenze, ideologie e sensibilità, reinterpretando eventi passati per dare senso al presente.

In questo processo, le voci dei vincitori possono dominare, ma non possono mai cancellare completamente quelle degli altri.

 

L’idea che la storia sia scritta solo dai vincitori è un mito che va decostruito.

È vero che i vincitori hanno spesso avuto il potere di modellare le narrazioni a loro favore, ma la storia, come disciplina, si impegna costantemente a rivelare le molteplici sfaccettature della realtà passata. Gli storici lavorano per portare alla luce le testimonianze dimenticate, per dare voce a chi è stato emarginato e per costruire una comprensione più inclusiva e diversificata del passato.

“The winner takes it all” si scontra quindi con la complessità della storia reale. Mentre i vincitori possono prendere il potere e le risorse, non possono mai possedere interamente la narrazione storica.

Le storie degli sconfitti, dei marginalizzati e dei resistenti trovano sempre un modo per emergere, arricchendo la nostra comprensione del passato e ricordandoci che la storia non è mai un monologo, ma un dialogo in continuo divenire.

 

Per la verità, Nicola

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