Valore.

Cagliari, 5 giugno 2024

 

Valore.

 

Il sistema finanziario mondiale sta affrontando sfide senza precedenti che mettono in discussione la sua stabilità a lungo termine. La crisi del 2008, ma non solo quella, ha esposto le vulnerabilità di un modello basato sull’eccessiva finanziarizzazione e sulla speculazione, spingendo molti a interrogarsi sulla sostenibilità del turbo capitalismo. Il concetto di turbo capitalismo si riferisce a un sistema economico iperfinanziarizzato, in cui il profitto immediato e la crescita a breve termine predominano sulle fondamenta economiche reali e sostenibili.

Secondo diversi economisti e studiosi, la natura ciclica delle crisi finanziarie è insita nel capitalismo stesso, come teorizzato da Karl Marx. Marx ha identificato nel capitalismo un meccanismo che tende a concentrare il capitale nelle mani di pochi, portando a disuguaglianze crescenti e a cicli di espansione e crisi. Le crisi del 1929 e del 2008 sono esempi eclatanti di come l’euforia dei mercati possa essere seguita da crolli devastanti, con effetti profondi sull’economia reale e sulla società.

Un aspetto chiave del sistema attuale è la disconnessione tra il mondo finanziario e l’economia reale. I mercati finanziari sono spesso dominati da attività speculative che non hanno un corrispettivo nella produzione di beni e servizi reali. Questa disconnessione crea instabilità e aumenta il rischio di bolle speculative, come osservato nel 2008 quando la crisi dei mutui subprime negli Stati Uniti ha scatenato una crisi finanziaria globale. Inoltre, la crescente complessità del sistema finanziario, con l’introduzione continua di nuovi prodotti finanziari e l’interconnessione globale dei mercati, amplifica la propagazione delle crisi.

In questo contesto, emerge la necessità di ripensare la catena del valore e il modo in cui viene creato, scambiato e distribuito il valore economico. Una possibile risposta risiede nel rafforzamento delle economie locali e nella promozione di modelli economici sostenibili. Ciò implica investire in settori produttivi che creano valore reale e promuovere politiche che favoriscono la distribuzione equa della ricchezza. Inoltre, potrebbe essere necessario introdurre nuove forme di moneta e sistemi di conto che riflettano meglio le esigenze di un’economia più equa e sostenibile, come suggerito dall’idea di un euro digitale o altre valute digitali sostenute da banche centrali, sempre che come istituzioni continuino ad esistere.

Il turbo capitalismo ha dimostrato di avere dei limiti significativi, soprattutto in termini di sostenibilità a lungo termine e di equità sociale. Riconfigurare il sistema economico e finanziario globale richiede una visione a lungo termine che tenga conto della necessità di equilibrare crescita economica, sostenibilità ambientale e giustizia sociale. Questo potrebbe includere una maggiore regolamentazione dei mercati finanziari, politiche fiscali che promuovano la redistribuzione della ricchezza e investimenti in settori che offrono benefici a lungo termine per la società nel suo complesso.

In conclusione, sebbene il sistema finanziario globale non sia ancora crollato, i segnali di crisi e le vulnerabilità strutturali sono evidenti.

Ripensare la catena del valore e il modo in cui viene accumulato e distribuito il valore economico sarà fondamentale per costruire un sistema più stabile, equo e sostenibile per il futuro.

 

Con speranza, Nicola

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